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venerdì 21 agosto 2009

Mettersi nelle mani del primo padrone...

“Nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso..." Alexis de Tocqueville 

«Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro.

In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso.

Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare.

Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti.
In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri ...
Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso.
Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto.
Che garantisca l’ordine anzitutto!
Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla.
Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere.
Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo».
«Se un potere dispotico si insediasse nei paesi democratici, esso avrebbe certamente caratteristiche diverse che nel passato; sarebbe più esteso ma più sopportabile, e degraderebbe gli uomini senza tormentarli.
Un sistema che potrebbe sembrare paterno, ma che al contrario cercherebbe di fissare gli uomini alla loro infanzia, preferendo che si divertano piuttosto che pensare [...].
Vedo una folla immensa di uomini tutti simili, che girano senza posa su se stessi per procurarsi i piaceri minuti e volgari di cui nutrono la propria anima.
Ognuno di loro considerato in sè è come estraneo al destino di tutti gli altri [...].
Quanto al resto dei concittadini, non li vede; li tocca, ma non li sente [...]»

da De la démocratie en Amerique, 1840.

mercoledì 19 agosto 2009

Merito, capacità e...antipatie

... Quando, finalmente, gli agerolesi prenderanno coscienza della situazione? Quando la smetteranno di indulgere al più bieco qualunquismo per scegliere davvero chi è onesto, capace e desideroso di mettersi davvero a disposizione del territorio e degli agerolesi stessi? Si continua a parlare di due o tre liste, ma il vero problema è riunire le forze sane di Agerola, evitando che prevalgano gli egoismi ed i protagonismi. Chi non lavora in tal senso, qualsiasi sia la sua motivazione, si assumerà la responsabilità di mettere ancora una volta la "banda Pisacane" in condizione di vincere le elezioni. Chi vuole il bene di Agerola deve dimostrarlo con i fatti, riconoscendo a chi ha maggiori capacità, passione e voglia il diritto di ricoprire le cariche più importanti... Il nuovo Sindaco di Agerola dovrà essere la persona più preparata a ricoprire questo ruolo. Non si può più "scherzare", il mondo va in Ferrari mentre noi ci trastulliamo ancora con le piccole beghe personali e le antipatie di frazione!! Riflettete cari "notabili" agerolesi, il futuro dipende solo dalle scelte che si faranno...
Pigi59

lunedì 17 agosto 2009

Senza vergogna

L'osservatore attento che ha la "fortuna" di assistere alle sedute consiliari presiedute dall'ineffabile "onorevole/sindaco" e' in grado di apprezzare talune sfumature espressive che ne descrivono pienamente il personaggio. Ha colpito chi scrive un'espressione dell'incontinenza logorroica del nostro, resa all'ultimo consiglio, nella quale rivolgendosi, con la consueta espressione di autentico odio, al Prof. Mascolo che comodamente lo incalza ad ogni seduta, ridicolizzandone l'inefficienza di quell'armata Brancaleone che e' la sua "squadra di governo", ha più o meno reso una simile dichiarazione: "...io ti invidio perché, a differenza mia, hai la fortuna di poter costantemente abitare il nostro splendido Paese".

Con siffatta espressione l'onorevole/sindaco voleva - in primis - segnare la differenza di spessore politico per la quale lui (l'onorevole/sindaco) era chiamato dai "palazzi romani" a "legiferare" nell'interesse della Repubblica Italiana, essendo un "elemento di spicco" del Parlamento e l'altro (il Prof. Mascolo) doveva limitarsi al ruolo di oppositore a quell'amministrazione agerolese che, con spirito di magnanimità, l'elemento di spicco del Parlamento ci fa l'onore di guidare; "onore" fino ad un certo punto !

Perché dalla posizione di "onorevole/sindaco non costantemente abitante nel territorio comunale", il nostro, ha tratto degli indubbi vantaggi.

Certamente ha potuto trattenere per se' i generosi emolumenti che il Parlamento Italiano gli accredita per pagarsi il "portaborse", laddove a pagarglielo sono gli agerolesi attraverso il "robusto" ufficio di staff del Comune di Agerola, che fa da degno "stato e luogo" del portaborse e le stesse considerazioni potrebbero essere espresse per le indennità parlamentari che gli sono riservate per rimborsarlo degli "spostamenti" (romani?)che il Comune agevolmente gli garantisce; tutti ammennicoli generosamente elargiti al suo imperatore da una comunità che sta' probabilmente vivendo il momento di più grave crisi economica e sociale dal dopoguerra, il tutto nella più assoluta indifferenza dal "satrapo nostrano", che non ha ritegno e non prova vergogna fino a spingersi all'incredibile!

Difatti, ponendo in essere una condotta difficilmente prevedibile ed ipotizzabile da quanti nel maggio del 2006 lo avevano acclamato nella speranza che "fosse migliorato" (ma pisacane non cambia, e' sempre perfettamente coerente a se stesso!) il nostro dovendo risolvere un sopraggiunto problema di "sistemazione lavorativa" per l'acquisita cognata " e' andato a spendere..." all'unico ente che riesce ancora a dominare: Il Comune di Agerola.

Ecco, quindi, che ha di fatto "adattato" l'organigramma del comune di Agerola alle "esigenze della cognata", modificando la dotazione organica e creando una nuova figura di dirigente/responsabile: il vice/segretario comunale! di cui non si sentiva, sinceramente, il bisogno, anche perché il Comune già "paga dazio" all'onorevole/sindaco, sostenendo un costo di più di diecimila euro mensili come appannaggio del segretario comunale, che a fonte dei suoi balbettii e delle sue incertezze procedimentali e' stato "promosso sul campo" DIRETTORE GENERALE, grand ufficiale dell'ordine della cutufana e tutto cio' che serviva a giustificare l'ingaggio di questo "fuoriclasse del diritto amministrativo", che per competenze e, soprattutto, per condivisione delle sue esigenze, dovrebbe rendere una massa prestazionale che assorbe la funzione residuale del vice/segretario, al quale verrebbe richiesto di collazionare le delibere prodotte da quel consesso giuntale di "eccezionale qualità gestionale".

Provando a riannodare le fila; la Giunta presieduta da pisacane amplia la pianta organica prevedendo la figura del vice/segretario; la stessa giunta indice il concorso nominando - illegittimamente - anche la commissione d'esame tra i cui componenti pisacane nomina un docente in economia dell'università Parthenope di cui e' padre/padrone Gennaro Ferrara, sodale di partito dell'onorevole sindaco. Nel bando vengono ammessi a concorrere i laureati in giurisprudenza (e questo e' comprensibile e giustificabile se si considera che per il profilo posto a concorso si richiede, esclusivamente, il possesso titolato di conoscenze giuridiche) nonché i laureati in economia e commercio che rappresenta una " singolarità" che forse si potrebbe giustificare se si considera che "occasionalmente" la cognata del sindaco/onorevole e' laureata proprio in economia e commercio. Ma arriviamo alla prova di concorso dove la commissione d'esame formata dall'ineffabile deputato del parlamento italiano, presieduta dal suo costoso grand commis/direttore generale/segretario comunale ed assistita dal più becero dei servi/funzionari responsabili del Comune di Agerola, sfornava una incredibile traccia della prova scritta, chiedendo ai concorrenti di dedurre su una forma particolare di controllo contabile degli enti individuata come activity based control che e' riservata alla ricerca universitaria e della quale non si trova traccia nei manuali che si usano per la preparazione ai concorsi. Direbbe Di Pietro "che c'azzecca..." Una simile traccia? Ma per pisacane c'azzecca e come ! Difatti - pare - che di tutti i partecipanti al concorso l'unico che sia riuscita ad imbroccare la traccia predisposta dalla commissione nominata dall'onorevole/sindaco fosse proprio la cognata di quest'ultimo che e' riuscita a produrre un elaborato di una ventina di cartella che, probabilmente, meriterebbe una pubblicazione universitaria.

Comunque con quel tema la cognata del sindaco ha sbaragliato la concorrenza e il comune di agerola "ha guadagnato" un nuovo funzionario che, probabilmente, e' pure sprecata, "per preparazione", rispetto al ruolo che dovrà' ricoprire.

Ed allora dov'e' la vergogna di questo personaggio ?

Questa dimostrazione di bieco nepotismo merita un'adeguata reazione da parte degli agerolesi ?

Quando bisogna ancora attendere per prendere coscienza sulla necessita' di non tollerare più la tracotanza di questo figuro e dei suoi accoliti ?
Sermasco64

sabato 1 agosto 2009

Inutili onorevoli...

Bell'argomento, la "Pisacanizzazione" di Agerola!!... 
In realtà è proprio così, tre anni sotto la dominazione di Pisacane and company hanno avuto il "potere" di esaltare le peggiori caratteristiche degli agerolesi. Dove sono finiti, infatti, i principi della solidarietà, della disponibilità e della tolleranza che da sempre hanno contraddistinto la nostra gente? Che fine ha fatto la fierezza di un popolo montanaro da sempre abituato a fronteggiare le difficoltà della vita con il piglio di chi non sopporta i soprusi e le angherie ? Tre anni di malgoverno e di totale assenza di valori hanno determinato l'insorgere, tra la gente, di un desolante qualunquismo, tanto "sono tutti uguali, ognuno pensa solo a fare i fatti suoi", e così via nella fiera dei luoghi comuni. Ebbene è giunto il momento di ribellarsi a questa logica distruttiva, ad Agerola esistono persone oneste e capaci che non accettano questa forma di omologazione agli squallidi modelli che, purtroppo,attualmente regolano la vita del paese. Occorre dare fiducia a chi ha dimostrato, nel tempo, di intendere ed interpretare la politica e la gestione della cosa pubblica con spirito di servizio ed attaccamento ai valori autentici di questa comunità, di certo non interpretati da Pisacane e dai suoi servi sciocchi... Forse bisogna ancora toccare il fondo, forse per riemergere dai miasmi di questa amministrazione, che ha fatto dell'odio e del disprezzo di chi non è omologato le sue tristi bandiere, occorrono altre sventure, altri misfatti , ulteriori sconfitte per la democrazia e per il vivere civile? Io spero nel risveglio delle troppe coscienze sopite, nella "ritrovata" ragione di quanti, irresponsabilmente, hanno creato le condizioni per la Pisacanizzazione di Agerola, nell'unità di intenti che favorisca l'avvento di una Amministrazione finalmente virtuosa, capace di risollevare il Paese dallo sfascio cui l'ha condotto questo manipolo di faccendieri. Bando dunque ai "mestatori" di professione, che hanno già iniziato la loro turpe attività volta a dividere le persone per bene..., bando agli inutili Onorevoli che hanno ampiamente dimostrato e consacrato la loro totale incapacità di pensare ed operare per il bene di Agerola. Agerolesi, riprendetevi il vostro paese e la vostra dignità!!!!
Pigi 59

Eri un albero di pero e non facevi pere, adesso...


il "sindaco/onorevole" al quale, ormai più di tre anni fà, gli Agerolesi affidavano entusiasticamente il futuro della Citta era stato salutato come una concreta speranza, che avrebbe consentito di "sfruttare" a vantaggio della collettività quel ruolo istituzionale che ricopriva e, ancora, ricopre e per il quale, dalla posizione di deputato del parlamento italiano e, quindi, di "Legislatore Nazionale", avrebbe portato un "valore aggiunto" alla carica sindacale. In nome di questa "acclamazione entusiastica" gli era stato, financo, perdonato di aver composto la squadra di governo locale da un maniero di palesi incompetenti che, poi, sono sempre gli stessi che da quasi un ventennio lo seguono nelle sue avventure personalistiche ma, si pensava, "è onorevole..." e, quindi, nell'immaginario collettivo, questo avrebbe consentito di beneficiare di quella "cornucopia romana" per la quale, grazie a pisacane direttamente dal parlamento italiano, sarebbero stati prodotti dei vantaggi che avrebbero trasformato Agerola in un giardino fiorito. Ricordo alcuni commenti imprudenti di esponenti della compagine "onorifica" che, all'indomani del successo amministrativo, parlavano della ex Colonia Montana come di un problema comodamente risolto perchè, grazie agli eccezionali “agganci” dell'onorevole, sarebbe stata trasformata, nel giro di qualche mese (se non di qualche settimana), in un campus universitario che avrebbe ospitato un'imprecisata scuola di specializzazione post/laurea, poi è andata come è andata. Per vero anche chi razionalmente non votò pisacane nel '06, forse perchè aveva imparato a conoscere il personaggio, era serpeggiata l'idea che questa volta, effettivamente, potesse essere una "storia diversa" rispetto alla prima e disastrosa esperienza di "sindacatura pisacaniana"; si pensava che l'esperienza regionale l'avesse migliorato e arricchito di valori ultronei rispetto a quelli materiali che ostenta. In realtà, da subito, l'onorevole/sindaco si è rivelato per quello che è: uno dei tanti peones della politica nazionale che si barcamena nel sottobosco non per cambiare le cose ma per conservare i suoi privilegi. Sul punto si rimanda al giudizio del suo compare Paolo Cirino Pomicino ("...e il mio candidato, Michele Pisacane, un carneade dal nome storicamente illustre e con una lunga storia andreottiana alle spalle, risulta il primo eletto del partito a Napoli. Gli avevo organizzato molte cene elettorali, ma non lo avevo mai fatto parlare, per timore che, parlando, perdesse voti." Geronimo, La politica nel cuore. Segreti e bugie della Seconda Repubblica, Cairoeditore 2008) e alla pagina che inequivocabilmente documenta il suo "operato" da parlamentare. In verità fin dai primi atti della seconda amministrazione comunale pisacaniana, quanti sono dotati di un minimo di capacità di analisi, si sono potuti immediatamente convincere di quella che era l'esigenza primaria dell'onorevole/sindaco. Difatti, mentre in genere si registra l'espressione del massimo dinamismo, per le amministrazioni che si insediano, nei famosi "primi cento giorni", nei quali si adottano i provvedimenti che indicano i targets da raggiungere nel quinquennio; l'onorevole/sindaco (come sempre) ha fissato i suoi piccoli targets e li ha facilmente perseguiti e raggiunti; il suo status di onorevole richiedeva la dotazione della classica "auto blu"? ed è stato immediatamente accontentato dalla “entusiastica collettività agerolese” che lo aveva chiamato ad amministrare; aveva bisogno di istituzionalizzare i suoi portaborse (rectius: i servitori di acqua minerale) ed ha costituito un "robusto" ufficio di staff nel quale ha inserito chi gli aveva fatto da cane paziente e fedele per tanti anni, mettendolo a busta paga del popolo agerolese e risolvendogli in tal modo anche qualche problema economico. Qualcuno dirà: ma grazie all'onorevole/sindaco in questi tre anni Agerola ha avuto l'alto onore di ospitare una convention con gli onorevoli casini e buttiglione che, se non fosse stato per il nostro onorevole/sindaco, mai si sarebbero sognati di passare per Agerola. La cosa indubbiamente ci inorgoglisce ma, per vero, è un pò al di sotto delle aspettative. Proprio sul piano delle aspettative, al di là della creazione del famoso campus universitario, ci si sarebbe accontentati anche di obiettivi più "modesti" e, per essi, un'attenzione dell'onorevole/sindaco ai problemi criminali che, per mera coincidenza cronologica con la sua "discesa in campo", hanno trasformato la nostra città, uccidendone la speranza; e dire che gli sarebbe bastato e gli basterebbe utilizzare il telefonino (anche quello comunale) per chiamare il Prefetto - se non proprio il suo collega parlamentare che riveste la carica di ministro dell'interno - per chiedere un'eccezionale attenzione repressiva ai fenomeni criminali che affliggono questo tormentato paese. Ma al di là dei facili bilanci su quest'esperienza disastrosa con queste note si intende stimolare una riflessione su quello che definisco il fenomeno della "pisacanizzazione della società agerolese" che in quasi vent'anni di presenza politica di questo personaggio manifesta preoccupanti segnali di perdita di ogni forma di valori. Si affermano e si traducono con l'onorevole/sindaco le peggiori espressioni del suo far politica e, quindi, il più totale disinteresse per le sorti del sistema/Paese; le logica servilistiche per le quali, presentandosi con il cappello in mano nell'anticamera del "re sole", si può "portare a casa" un esame prioritario della pratica di condono, l'approvazione del garage o altre amenità coincidenti con diritti fatti passare per “favori dell’imperatore”.

Questo è pisacane, questo era pisacane e questo sarà pisacane, semplicemnte perchè non sà essere altro.

La pisacanizzazione della società agerolese si legge nell'incapacità di indignarsi e di scendere in strada per gridargli che non se ne può più della sua arroganza, delle espressioni triviali che usa nei Consigli Comunali, del torpiloquio che infarcisce i suoi discorsi, dei condizionamenti che utilizza sulle procedure selettive e per le quali mette in conto agli agerolesi le "cambiali politiche" contratte nelle "particolari realtà" del Vallo di Lauro o nelle "ridenti cittadine" di Grumo Nevano o di Nola, da cui "attinge" inutili e costosi consulenti del Comune di Agerola, ovvero "sistema" i parenti recentemente acquisiti, risolvendogli i problemi occupazionali, di fatto, con lo stesso metodo seguito per la costituzione del corposo "ufficio di staff" e grazie alla complicità di  ineffabili responsabili comunali. Come detto il personaggio pisacane si conosceva e si conosce, peraltro, chiunque lo può "apprezzare" semplicemente assistendo ad un consiglio comunale da lui presieduto nel quale, sistematicamente, si lascia andare ai suoi retropensieri ed ecco quindi ripetere, come un mantra, rispetto alle critiche puntuali che gli vengono mosse dai banchi dell'opposizione, che lui "non è un amministratore ma un politico di professione". Dietro questa frase, che sistematicamente incontra l'ebete espressione di consenso del manipolo di "yes/men" che compone la sua "squadra di governo" e che lo devono ringraziare ogni santo giorno perchè gli garantisce quell'indennità economica quotidiana che, altrimenti, non sarebbero stati in grado di procurarsi, si nasconde, in realtà, l'intimo pensiero pisacaniano che "non si considera amministratore" ; perchè "da politico professionista" è principalmente impegnato a curare i suoi "clientes" e non gliene può "fregar di meno" di risolvere i problemi del Comune di Agerola, che richiede quell'impegno di "amministratore" che non è in grado di rendere e, comunque, non vuole rendere.

Ma il processo di trasformazione funzionale del Comune di Agerola nella nuova dimensione di "sultanato pisacaniano" ha richiesto, in questi tre anni, la complicità di molti che gli hanno assecondato i "vizi"... In questi soggetti, veramente, si rivela la peggior espressione servilistica della nostra gente. pisacane costitusice la cronicizzazione della cattiva politica agerolese la sua presenza al vertice comunale uccide la speranza di ogni sviluppo economico virtuoso in grado di agganciare le nostre realtà turistico/economiche all'indotto virtuoso della Costiera Amalfitana al quale pisacane è fieramente estraneo e con il quale la precedente Amministrazione era riuscita a costruire un accredito personale che ha portato all'eccezionale esperienza del "Patto Territoriale Costa d'Amalfi" che ha visto Agerola protagonista e gli agerolesi beneficiari di eccezionali finanziamenti. 

Ci si salva tutti o non ci si salva nessuno e per fermare l'emorragia dei migliori giovani si devono creare occasioni di sviluppo “scopando” dal Comune di Agerola pizzaioli/portaborse, vigili/autisti e funzionari/servi e trasformando l'ente nel ruolo che gli compete di “agenzia di sviluppo”; per fare ciò si deve chiedere ad alcuni noti personaggi di crearsi altri interessi nella vita e dovranno essere gli agerolesi a promuovere un salto di qualità diretto ad individuare le energie sane della nostra collettività per cacciare i parassiti dal tempio della cosa pubblica.

Sermasco64