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giovedì 25 febbraio 2010
mercoledì 24 febbraio 2010
Onorevoli agerolesi a caccia
Da “Filo Rosso” – Febbraio 2010
Gli esami non finiscono mai, diceva Edoardo; neanche le campagne elettorali, aggiungiamo noi. Fallito l’assalto a Strasburgo, l’onorevole dottore e sindaco di Agerola Michele Pisacane, dopo aver bacchettato i suoi con un sontuoso messaggino, una didascalia che mescolava spiritualità indiana e consigli da calendario di frate indovino (“Caro amico, ti ringrazio per l’impegno profuso in questa campagna elettorale. Sappi che la forza del trionfo sta nella capacità di assorbire l’insuccesso facendolo diventare momento di riflessione per i successivi traguardi”) riprende in mano il filo del gioco e si concentra sulle regionali del 28 e 29 marzo 2010. Su un punto, per nulla secondario visti i trascorsi, sembra avere le idee più che chiare: oggi non è il caso di lasciare l’Udc per orizzonti oscuri ed imperscrutabili. Lo scudo crociato di Casini imperversa fra i sogni ed i sondaggi di Massimino D’Alema e, col suo 12% di consensi, sembra proporsi come arbitro ed ago della bilancia determinante alle prossime amministrative. In Puglia come nel Lazio, in Piemonte e soprattutto in Campania, dove i giochi sono ancora aperti perché i grandi protagonisti si muovono nel buio. La scontata vittoria del centrodestra, all’ombra del Vesuvio, ha causato un primo grosso scossone nell’ufficio politico del secondo deputato agerolese, l’onorevole Antonio Milo. Gli strali vengono da lontana, segnatamente dall’Assemblea Regionale Siciliana e quindi dal segretario nazionale dell’Mpa. Infatti il governatore della Trinacria, Raffaele Lombardo, dopo aver intrapreso un’aspra battaglia con il presidente del Senato Schifani e l’area sotto la sua influenza a Palazzo dei Normanni, è dovuto ricorrere all’appoggio esterno del partito democratico, al fine di ridare ossigeno e linfa alla sua prima legislatura. . Decisione che ha sconcertato e meravigliato Milo, segretario campano dell’Mpa, mai stato a proprio agio nell’area di centrosinistra, come dimostra la fulminea apparizione nell’Italia di Mezzo, il soggetto politico plasmato ad hoc da Marco Follini per gestire in maniera graduale il suo passaggio dall’Udc al Partito democratico. Allora l’onorevole, soprannominato “Sorrisi e canzoni” dai concittadini a causa della sua giovialità, non seguì Harry Potter Follini nel suo peregrinare a sinistra; alzò invece la posta e creò all’interno del consiglio regionale della Campania un gruppo con il Nuovo Psi di Stefano Caldoro. A questo si aggiunga il fatto che fra le nuove amicizie politiche poteva ora annoverare un vecchio padre della grande famiglia democristiana, ritornato in pista alla veneranda età di quasi 80 anni: Vincenzo Scotti. “Tarzan”, andreottiano di ferro all’epoca delle correnti che innervavano la “balena bianca”, è stato determinante per l’elezione a deputato di Antonio Milo e premiato da Raffaele Lombardo con il ticket per il giuramento da sottosegretario agli Esteri, carica che ricopre ancora attualmente. Sfiora il comico se non addirittura il ridicolo la decisione dei vertici del partito di designare commissario campano dell’Mpa quel Riccardo Villari che si blindò nelle sue stanze di presidente della Commissione di Vigilanza Rai dopo esser stato scaricato da tutti, centrodestra compreso, che della sua ingenuità politica si era servito per mettere in ridicolo il Pd; allora si rischiò l’intervento dei caschi blu dell’Onu. Ora lo ritroviamo alla testa di un partito morente, animato solo da Scotti e Milo fin quando ha fatto comodo anche al presidente Lombardo. Non contano le idee moderate, conta la tattica, il posizionamento sulla scacchiera e soprattutto la tempestività. La stessa che spinge i due ex referenti campani dell’Mpa alla creazione di una nuova lista, e molto verosimilmente di un nuovo soggetto politico che appoggi il candidato del centrodestra alla guida della Regione Campania, soprattutto se l’identikit corrisponde al nome di Stefano Caldoro. Più delicata la questione in casa Udc; per la famosa ed innovativa politica dei due forni, Casini sceglierà quello più caldo, ovvero i pretendenti a Palazzo Santa Lucia del centrodestra. L’onorevole Pisacane deve quindi puntare a far fruttare al massimo il proprio patrimonio di preferenze; i rumors dicono che il sindaco di Agerola stia pensando di lanciare nella battaglia per un posto da consigliere la moglie, data la sua attenzione agli affetti familiari. In ogni caso la stagione per mettere il colpo in canna è aperta; l’onorevole Pisacane, se vogliamo circoscrivere la battuta “di caccia” ai soli Monti Lattari, sembra meglio equipaggiato. Ancora un conto alla rovescia quindi; ancora una campagna elettorale. Se non sono europee, sono provinciali; se non sono regionali sono comunali. Di tempo per amministrare un paese, per mettere a punto piani di rilancio di un territorio asfittico, ne rimane veramente poco. Comprendiamo.
Rosario Cuomo - Luigi Mannini
Rosario Cuomo - Luigi Mannini
venerdì 19 febbraio 2010
FANTAPOLITICA!!! La risposta del PD.
METROPOLIS E IL MATTINO DI NAPOLI del 19.02.2002
Crisi nella maggioranza Pisacane, il PD affonda il colpo e attacca i sostenitori, vecchi e nuovi, del sindaco onorevole. E lo fa attraverso un duro documento, firmato dai tre consiglieri comunali del PD Pierluuigi ferraro, Luca Mascolo e Matteo Ruocco, dal Partito Democratico e dai Giovani Democratici di Agerola: "Nell'articolo di ieri-si legge nel comunicato- si parlava di fantapolitica per vari ordini di motivi. In primo luogo registriamo la surreale dichiarazione di Pisacane, priva di alcun significato veritiero, rispetto alla volontà seria di occuparsi del rilancio socio economico di Agerola: la sua amministrazione risulta non pervenuta. Agerola è abbandonata a se stessa, attanagliata da una crisi profonda. Il Sindaco è distratto da altro ed i suoi sodali non si è ancora capito cosa fanno.
La candidatura della moglie alle prossime elezioni regionali, scelta personalistica e familistica ,dai contorni "mastelliani", maschera solo la subdola volontà di imbrogliare ed offendere l'onestà degli elettori, presentandola a loro con l'ambiguo utilizzo del proprio cognome "Pisacane". Questa machiavellica manovra trova la sponda anche da parte di coloro i quali, da quanto emerge nell'articolo di ieri, dovrebbero essere tra i firmatari di una mozione di sfiducia, che allo stato attuale, oltre che inesistente sarebbe inefficace. I motivi di tale inefficacia sarebbero da intercettare nella più volte manifestata reticenza da parte di Avitabile e Buonocore a convergere su un'idea diversa di sviluppo di paese che non si riduca ad assecondare le logiche clientelari del modus operandi del padrone e dell'amministrazione di cui fanno parte.
Quanto a Dercenno, si ritiene inopportuno parlare di pressing asfissiante data la sua spontanea volontà di interrompere ogni forma di dialogo perchè intento ad esercitarsi in spettacolari acrobazie da circo in contraddizione con le basi elementari dell'onestà e della coerenza politiche ed intellettuali.
Per parte nostra, continueremo a lottare per porre termine all'agonia dell'attuale compagine amministrativa! Le nostre firme sono a disposizione, senza alcun tornaconto perchè, come sempre, noi abbiamo un solo obiettivo: costruire un' Agerola migliore!"
I consiglieri comunali del PD (Pierluigi Ferraro,Luca Mascolo, Matteo Ruocco),il Partito Democratico di Agerola, i Giovani Democratici di Agerola.
Messaggi in codice!!!
Da Il Mattino 17.02.2010
Agerola. Lo scontro politico sempre più rovente tra il sindaco, onorevole dell’Udc Michele Pisacane, e una parte della sua maggioranza potrebbe sfociare presto in un’aperta e definitiva crisi. Dopo l’ultimo consiglio comunale che ha nominato il nuovo revisore dei conti infatti, secondo varie indiscrezioni dalla componente che fa capo all’ex assessore Paolo Avitabile e a Gaetano Buonocore sarebbe arrivato l’input di far cadere l’amministrazione Pisacane. Il tutto, attraverso una mozione di sfiducia da presentare in occasione del prossimo consiglio. Si spiegherebbero così i sempre più frequenti contatti fra tre consiglieri di maggioranza e i componenti dei gruppi di opposizione «Agerola è» e «Insieme per Agerola oltre il 2000». Sono ore febbrili, dunque: conferme e smentite si susseguono. Ma c’è già chi lavora al documento e fa i conti. Per presentare l’eventuale mozione contro il sindaco occorrono almeno nove firme mentre, secondo i membri delle opposizioni a oggi sarebbero otto i rappresentanti dell’assise cittadina pronti a mandare a casa Pisacane. Ai cinque esponenti della minoranza, si aggiungerebbero infatti Paolo Avitabile, Gaetano Buonocore e Aldo Acampora (eletti nella lista Democrazia Popolare che sosteneva la candidatura a sindaco di Pisacane). Mancherebbe dunque un’altra firma, che potrebbe essere quella dell’ex assessore Raffaele Dercenno, su cui si è adesso concentrato il pressing asfissiante dei nuovi oppositori di Pisacane. Il clima, insomma, è incandescente e nulla è scontato. Negli ultimi giorni si sono tenute diverse riunioni «bipartisan» per lavorare intorno alla realizzazione del documento politico. Non si è fatta attendere la replica da parte del primo cittadino. «Non sono al corrente di un tentativo in atto per rovesciare la maggioranza – afferma Pisacane – e a ogni modo in questo periodo sono impegnato a fare cose ben più importanti. Più che dedicarmi a queste beghe politiche, mi preme continuare a dedicarmi allo sviluppo del paese». Intanto, la querelle interna alla maggioranza potrebbe avere serie ripercussioni anche sul voto per le prossime Regionali. Ad Agerola infatti è già in campagna elettorale Annalisa Vessella, moglie di Michele Pisacane e candidata con l’Udc. E proprio quello delle elezioni regionali potrebbe essere un vero banco di prova per il sindaco e la sua maggioranza.
sabato 13 febbraio 2010
giovedì 11 febbraio 2010
Il Provolone del Monaco è DOP!
Un altro gioiello dell’agroalimentare campano ha avuto il pieno riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta da parte della Commissione europea: il Provolone del Monaco.
E’ stato appena pubblicato, infatti, sulla Gazzetta Ufficiale Europea L38 dell’11 febbraio 2010 il Regolamento comunitario n. 121 del 9/02/2010 di registrazione della DOP, ai sensi del Regolamento CE 510/2006.
La DOP Provolone del Monaco va ad aggiungersi alle 194 specialità agroalimentari italiane che hanno avuto finora il riconoscimento DOP o IGP da parte della UE. La Campania, con 18 denominazioni protette, è la prima regione del Mezzogiorno per numero di prodotti tutelati. Il Provolone del Monaco è il terzo formaggio campano tutelato.
L’area geografica di produzione del Provolone del Monaco è ristretta a 13 comuni della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, all’interno dei quali si svolge l’intero ciclo produttivo. Il latte da impiegare per la lavorazione proviene nella quota minima del 20% da bovini di razza Agerolese, iscritti al relativo registro anagrafico, e nella quota restante da bovini di razze diverse (Frisona, Brunalpina, Pezzata Rossa, Jersey, Podolica e Meticci locali) allevate esclusivamente nei comuni della DOP.
La specificità del “Provolone del Monaco DOP” è il risultato di un insieme di fattori tipici dell’area di produzione, in particolare delle caratteristiche organolettiche del latte prodotto da bovini allevati sul territorio, del processo di trasformazione che rispecchia ancora oggi le tradizioni artigiane e del particolare microclima che caratterizza gli ambienti di lavorazione e stagionatura. Attraverso il riconoscimento della DOP è ora possibile il recupero e la valorizzazione dell’intero sistema zootecnico della zona di produzione, fondato in particolare sull’allevamento del bovino Agerolese.
Le caratteristiche distintive del Provolone del Monaco DOP sono:
- una forma di melone leggermente allungato, con un peso minimo di 2,5 kg ed uno massimo di 8;
- una crosta sottile di colore giallognolo, quasi liscia, con leggere insenature in corrispondenza dei legacci di rafia usati per il sostegno a coppia che suddividono il Provolone;
- una stagionatura di almeno sei mesi;
- un sapore dolce e butirroso ed un leggero e piacevole gusto piccante.
La produzione di latte nell’area Agerolese-sorrentina è stimata in 100 mila q.li all’anno, quasi tutta destinata alla produzione del Provolone del Monaco DOP, del Fior di latte e degli altri latticini locali. La qualità del latte della vacca agerolese, razza rustica sintesi di tre differenti patrimoni genetici, è eccezionale, ma essendo la resa della mungitura molto bassa, non la si può allevare soltanto in vista della produzione lattiera. Al contrario, se il poco latte prodotto rispetto ad altre razze è di qualità elevata, impiegarlo per la produzione di un formaggio di nicchia pregiato come il Provolone del Monaco DOP fa sì che la sopravvivenza della razza agerolese diventi un elemento imprescindibile per la sopravvivenza del formaggio stesso. Il “Provolone del Monaco DOP” è un prodotto di particolare pregio, con un prezzo di vendita abbastanza elevato, che può variare a seconda della lunghezza dei tempi di affinatura, ma che per le sue particolari caratteristiche riesce a conferire alle pietanze un sapore fuori del comune.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale Gianfranco Nappi. “Quest’ultima DOP fa della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, che oltre al provolone produce olio, limoni e grandi chef, il distretto mondiale del gusto. Un altro riconoscimento, conquistato in stretta sinergia con il Consorzio di tutela, che fa della Campania la bandiera del made in Italy nel mondo”.
Sarà l’ISMECERT di Napoli ad effettuare i controlli per la certificazione del prodotto, così come indicato dal Comitato promotore.
(tratto da:http://onafnapoli.blogspot.com/)
E’ stato appena pubblicato, infatti, sulla Gazzetta Ufficiale Europea L38 dell’11 febbraio 2010 il Regolamento comunitario n. 121 del 9/02/2010 di registrazione della DOP, ai sensi del Regolamento CE 510/2006.
La DOP Provolone del Monaco va ad aggiungersi alle 194 specialità agroalimentari italiane che hanno avuto finora il riconoscimento DOP o IGP da parte della UE. La Campania, con 18 denominazioni protette, è la prima regione del Mezzogiorno per numero di prodotti tutelati. Il Provolone del Monaco è il terzo formaggio campano tutelato.
L’area geografica di produzione del Provolone del Monaco è ristretta a 13 comuni della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, all’interno dei quali si svolge l’intero ciclo produttivo. Il latte da impiegare per la lavorazione proviene nella quota minima del 20% da bovini di razza Agerolese, iscritti al relativo registro anagrafico, e nella quota restante da bovini di razze diverse (Frisona, Brunalpina, Pezzata Rossa, Jersey, Podolica e Meticci locali) allevate esclusivamente nei comuni della DOP.
La specificità del “Provolone del Monaco DOP” è il risultato di un insieme di fattori tipici dell’area di produzione, in particolare delle caratteristiche organolettiche del latte prodotto da bovini allevati sul territorio, del processo di trasformazione che rispecchia ancora oggi le tradizioni artigiane e del particolare microclima che caratterizza gli ambienti di lavorazione e stagionatura. Attraverso il riconoscimento della DOP è ora possibile il recupero e la valorizzazione dell’intero sistema zootecnico della zona di produzione, fondato in particolare sull’allevamento del bovino Agerolese.
Le caratteristiche distintive del Provolone del Monaco DOP sono:
- una forma di melone leggermente allungato, con un peso minimo di 2,5 kg ed uno massimo di 8;
- una crosta sottile di colore giallognolo, quasi liscia, con leggere insenature in corrispondenza dei legacci di rafia usati per il sostegno a coppia che suddividono il Provolone;
- una stagionatura di almeno sei mesi;
- un sapore dolce e butirroso ed un leggero e piacevole gusto piccante.
La produzione di latte nell’area Agerolese-sorrentina è stimata in 100 mila q.li all’anno, quasi tutta destinata alla produzione del Provolone del Monaco DOP, del Fior di latte e degli altri latticini locali. La qualità del latte della vacca agerolese, razza rustica sintesi di tre differenti patrimoni genetici, è eccezionale, ma essendo la resa della mungitura molto bassa, non la si può allevare soltanto in vista della produzione lattiera. Al contrario, se il poco latte prodotto rispetto ad altre razze è di qualità elevata, impiegarlo per la produzione di un formaggio di nicchia pregiato come il Provolone del Monaco DOP fa sì che la sopravvivenza della razza agerolese diventi un elemento imprescindibile per la sopravvivenza del formaggio stesso. Il “Provolone del Monaco DOP” è un prodotto di particolare pregio, con un prezzo di vendita abbastanza elevato, che può variare a seconda della lunghezza dei tempi di affinatura, ma che per le sue particolari caratteristiche riesce a conferire alle pietanze un sapore fuori del comune.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale Gianfranco Nappi. “Quest’ultima DOP fa della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, che oltre al provolone produce olio, limoni e grandi chef, il distretto mondiale del gusto. Un altro riconoscimento, conquistato in stretta sinergia con il Consorzio di tutela, che fa della Campania la bandiera del made in Italy nel mondo”.
Sarà l’ISMECERT di Napoli ad effettuare i controlli per la certificazione del prodotto, così come indicato dal Comitato promotore.
(tratto da:http://onafnapoli.blogspot.com/)
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