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sabato 26 febbraio 2011

L'umile stipendio dei nostri deputati...

In molti forse non hanno ancora ben chiaro quanto i nostri deputati percepiscano ogni mese, ho pensato quindi di riproporre un reso conto della loro umile busta paga (dal sito della Camera) :
Indennità parlamentare

L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).
Diaria

La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro perogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.
È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori

A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.
Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.
Spese di trasporto e spese di viaggio

I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.
Spese telefoniche

I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

PER UN TOTALE DI: 14768, 83 euro netti al mese.


ps. chissà se il nostro amato Sindaco usa la macchina del Comune per andare e venire da Napoli quando si reca o torna da Roma???

mercoledì 15 dicembre 2010

Quanti voltagabbana al Sud e a Napoli. (V. Iurillo, Il Fatto quotidiano, 15.12,10)

“Mi spiace dover dire una cosa che farà male a moltissimi meridionali perbene, e ce ne sono tanti, ma se fate caso tutti i voltagabbana acquistati da B. in questo mercato delle vacche, se si eccettua Calearo, sono tutti meridionali a prova che nel Sud la classe dirigente è la causa di tutte le disgrazie di questa martoriata terra, e purtroppo non si vede uno spiraglio a questa tragedia”. 
Così scrive “Giorgio 2010” tra i commenti al mio discusso e provocatorio post sulle responsabilità della candidatura e dell’elezione nel Pd di Bruno Cesario, decisivo nel salvare il governo Berlusconi. Napoletano, infatti, è il suddetto Cesario (e ribadisco: se D’Alema non avesse optato per l’elezione in Puglia, Cesario ora starebbe a casa). Siciliano è Domenico Scilipoti, il sosia di Danny De Vito fulminato sulla via di Arcore dopo essere stato eletto in Idv nel nome dell’antiberlusconismo. Di origini abruzzesi è l’altro deputato ex dipietrista Antonio Razzi, al quale auguriamo di estinguere presto il mutuo che lo riguarda. 
Di Agerola, tra Napoli e la costiera amalfitana, è il deputato eletto nelle fila dell’Udc Michele Pisacane, famoso per aver fatto eleggere in consiglio regionale la moglie candidata col cognome ‘Pisacane’, che entrò nell’Udc dopo essere stato eletto nell’Udeur e ora esce dal partito di Casini per fondarne un altro, il Pdi, e sostenere il Cavaliere.
E a questo punto faccio un piccolo passo indietro e ricordo che al Senato nel 2008 Prodi cadde per il passaggio nel centrodestra del beneventano Clemente Mastella (che vorrebbe fare il sindaco di Napoli) e dei napoletani Tommaso Barbato e Giuseppe Scalera, ovvero due udeurrini e un margheritino. E poi: di dov’è quel parlamentare, Riccardo Villari, che eletto nel Pd voleva a tutti i costi presiedere la commissione di vigilanza Rai coi voti del Pdl? Ma di Napoli, ovviamente.
Ed ancora: quando pochi mesi fa il pidiellino Stefano Caldoro ha vinto le elezioni regionali ed è diventato Governatore della Campania, ha composto una giunta composta per cinque dodicesimi da politici che fino a poco prima erano organici alla maggioranza di centrosinistra di Antonio Bassolino. Il segnale che ne uscì era chiarissimo: bisogna premiare i cambi di casacca, senza i quali a Napoli nemmeno B. può avere la meglio.
Nomi e cognomi: il vice presidente della giunta regionale Giuseppe De Mita (Udc), ex segretario avellinese del Pd (nipote di Ciriaco De Mita); l’assessore al Personale Pasquale Sommese (Udc), ex vice segretario napoletano del Pd ed ex consigliere regionale della Margherita Pd; l’assessore all’Università Guido Trombetti, che pezzi del Pd avrebbero voluto candidare a Governatore della coalizione di centrosinistra contro Caldoro; l’assessore al Lavoro Severino Nappi (Udeur), ex componente della segreteria napoletana dei Ds; l’assessore all’Avvocatura Ernesto Sica (Pdl), già consigliere regionale della Margherita e organizzatore nella sua Pontecagnano delle feste nazionali del partito di Rutelli, happening politico irrinunciabile per i fans di Ciriaco De Mita e Bassolino (Sica si è poi dimesso ma per note ragioni extrapolitiche).
Vogliamo guardare anche nelle amministrazioni provinciali? Mi fermo a Napoli, perché la nausea inizia a farsi forte, e dico che in presenza di una maggioranza fondata sull’asse Pdl-Udc, quasi mezzo gruppo consiliare del partito di Casini proviene dal Pd o da Idv e uno dei suoi assessori,Pietro Sagristani, era assessore in quota Pd nella precedente giunta di centrosinistra e si è candidato al consiglio provinciale nella lista Udc mentre era ancora assessore democrat in carica: si è dimesso solo dopo aver ufficializzato e firmato la candidatura a sostegno dell’azzurro Luigi Cesaro.
Le degenerazioni del trasformismo in politica sono alcune delle tante questioni meridionali irrisolte? Perché nel Sud i voltagabbana proliferano? E’ sufficiente la spiegazione dell’assenza di un radicato voto d’opinione? E’ plausibile definire i cittadini succubi di politici ai quali implorare piaceri e favori, con l’effetto di creare una banda di cacicchi capace di trasportare ovunque e senza conseguenze il proprio serbatoio elettorale? Non lo so, io faccio il giornalista e non ho gli strumenti e le conoscenze appropriate per dare una risposta alle domande che pongo. Voi cosa ne pensate?

...salvare berlusca MISSION: POSSIBLE!!!

I nostri due eroi salvano il Berlusca: non avrebbero fatto meglio a salvare, prima, Agerola dal declino???

venerdì 3 dicembre 2010

Parentopoli campana, la curiosa storia di Annalisa Vessella “in Pisacane”




In politica è meglio essere o non essere la ‘moglie di’? Questo è il problema. E la risposta della consigliera regionale campana Annalisa Vessella in Pisacane (una volta si diceva così) cambia a seconda del momento. Potremmo chiamarla schizofrenia anagrafico-politica. O se avete altre definizioni, dite pure. Ed è comunque assai curiosa la parabola della signora, eletta nella lista dell’Udc sull’onda del cognome del marito deputato e di una campagna elettorale fatta di manifesti con la scritta “Vota Pisacane” e il volto sorridente di signora serena e soddisfatta. Un cognome che però ora rinnega dettando i comunicati stampa con un semplice ‘Annarita Vessella’. In fondo è bastato poco, un tratto di penna, per cancellare la memoria di un uomo al proprio fianco.Sui manifesti elettorali il nome da sposata appare e scompare a seconda del vento che tira.
La storia è carina e va spiegata dall’inizio. Primissimi mesi del 2010. In Campania si avvicinano le elezioni regionali e sui tabelloni 6 x 3 delle più trafficate strade statali e provinciali del napoletano iniziano a comparire manifesti con la scritta ‘Vota Pisacane’ e il logo dell’Udc. Deve trattarsi – si pensa – del deputato e sindaco di Agerola Michele Pisacane, uomo forte del partito di Casini, politico abituato ai cambi di casacca e all’accumulo di poltrone: nel 2006, quando ancora militava nell’Udeur di Clemente Mastella, per un periodo riuscì a fare contemporaneamente il sindaco, il parlamentare e il capogruppo in Regione, prima di optare per la permanenza a Montecitorio rinunciando allo scranno del parlamentino campano. Ma sui manifesti non c’è una faccia. Il viso sbucherà solo su quelli nuovi e ristampati qualche settimana dopo. Non è, però, quello rotondo e conosciuto di Michele Pisacane. Bensì quello morbido della carneade signora Annalisa. Si scoprirà che si tratta della seconda moglie di Pisacane, rimasto vedovo dal primo matrimonio. Segretaria comunale, 40 anni, dice di essersi appassionata alla politica frequentando l’uomo che diventerà suo marito e al Corriere della Sera dichiara: “Uso il cognome di mio marito, che problema c’è? Mi avvantaggia, non sono stupida. E poi mica la legge lo vieta”. Michele rafforza il concetto ‘tengo famiglia’ in una stupenda intervista a “La Repubblica”: “Se c’è un lavoro da fare e uno fa il salumiere, non credo sia giusto privilegiare la salumeria degli altri”. E comunque la salumeria in campagna elettorale la terrà aperta solo il marito. E’ lui a girare per convegni e comizi a chiedere i voti, mentre la signora sta portando a termine una felice gravidanza che si concluderà due giorni dopo le elezioni. E in casa Pisacane è festa doppia: per il lieto evento e per la trionfale vittoria di Annalisa, eletta in consiglio regionale grazie a 18.194 preferenze.
Poi tra Michele Pisacane e l’Udc i rapporti si raffredderanno fino a interrompersi con la decisione del deputato agerolino di votare la fiducia a Berlusconi. E tra le avvisaglie ci fu la mancata nomina di Annalisa Vessella a una presidenza di commissione consiliare. Che nel poltronificio campano di solito non si nega a nessuno. La signora reagisce con un memorabile colloquio col quotidiano locale Metropolis, affermando all’incredulo cronista: “No, se potessi tornare indietro sui manifesti metterei il mio nome… Presentarmi come la moglie di Pisacane mi ha penalizzato, sono stata mortificata dall’Udc che sta facendo la guerra a mio marito, nell’Udc c’è chi ha avuto due incarichi e a me nemmeno una vice presidenza…”. Fino all’annuncio: “La prossima volta sarò la candidata Vessella”. Conclusioni: il marito ha lasciato l’Udc e ha aderito ai ‘Popolari di Italia Domani’, la nuova formazione del centro destra che verrà presentata sabato a Napoli. Indovinate a quale partito si è iscritta la moglie? Nei ‘Popolari di Italia Domani’. Lo abbiamo appreso da un comunicato dell’ufficio stampa del consiglio regionale. Nell’oggetto dell’email si legge ‘Consigliere Annalisa Vessella’. E basta.

giovedì 2 dicembre 2010

Purtroppo siamo ultimi in Italia e... non solo in Italia

Autorevoli istituti di ricerca economica finanziaria parlano di noi:

"Inoltre, nelle capitali degli stati baltici, il potere di acquisto è al di sopra della media nazionale - a Vilnius, in Lituania, di quasi il 30% e a Riga, in Lettonia, di circa il 25%. I residenti qui hanno più soldi di quelli di Agerola, il comune italiano con il potere d'acquisto più debole, che è quasi due terzi  sotto la media nazionale"

lunedì 29 novembre 2010

La doppia vita di Pinocchio e Lucignolo

A braccetto a Roma, contro (???) ad Agerola: e ci sono pure allocchi (???) che ci credono.

venerdì 19 novembre 2010

martedì 5 ottobre 2010

A perpetua memoria

IL PSICHIATRA SOCIALE...
Il sindaco di Agerola, MICHELE PISACANE, è stato espulso dall'Udc perchè ha rotto il sodalizio AFFARISTICO con De Mita per nobili ideali: voleva che la sua seconda moglie - sua ex segretaria e paracadutata in consiglio regionale per meriti dattilografici - divenisse Assessore della giunta CALDORO. Ora cerca nuove AFFILIAZIONI sia nel PD che nel PDL. Il caso in sè ha un'incidenza limitata, perchè di arrampicatori così ne è piena la democrazia italiana, senonchè Pisacane - sindaco, deputato e con la moglie in regione - riesce ad avere le mani in pasta ovunque nel pieno stile mastelliano. Cari amici agerolesi, possibile che questi PIAZZISTI che, per qualche dollaro in più si vendono la NOSTRA TERRA,debbano essere premiati?

Ci decidiamo a mandarli via a calci in luoghi dove non poggiano le istituzioni o no? 

"Sto nell'Udc, tratto col Pd
e forse voto per salvare il governo"
Michele Pisacane, deputato del partito di Casini, tentato dal Gruppo di responsabilità di Nucara
di ANTONELLO CAPORALE (Repubblica, 15/09/10)



MICHELE Pisacane, uomo di mezza età e di nutrita presenza fisica, è considerato deputato in transito. E' di Agerola, sulla cresta montuosa che poi declina verso Sorrento. E' anche sindaco del suo paese. La consorte invece è consigliere regionale della Campania.

"Chi si vende e chi si compra. Qua è tutto un fiorire di nomi e di scenari".

Michele Pisacane non si vende e non si compra.
"Incomprabile. Assolutamente".

Incorruttibile.
"Michele Pisacane ha 18824 voti, e se li è cercati uno per uno".

Spieghiamo al lettore stupito: lei è un deputato dell'Udc eletto in Parlamento senza preferenze.
"Per l'appunto. Allora ho candidato mia moglie al consiglio regionale della Campania in modo che fosse tutto trasparente e chiaro".

Anche sua moglie nell'Udc.
"Ora è un'ex, si è sistemata nel misto".

In transito anch'ella?
"Questa estate ho avuto solo un abboccamento, una discussione con gli amici del Pd".

Il Pd per la questione coniugale campana. Il Pdl invece per il profilo nazionale che attiene alla sua responsabilità.
"Sto bene nell'Udc. Ho solo polemizzato per come il mio nome e la mia storia politica siano stati messi da parte quando c'era da offrire visibilità".

Capito. Ciriaco De Mita, che comanda in Campania, non ha pensato a sua moglie quando c'era da fare gli assessori.
"Non solo, ma ha capito perfettamente".

Pisacane, non ci si crede.
"Invece deve credermi!"

Lei è momentaneamente in polemica con Casini.
"Se mi caccia dal partito io guardo altrove. Se non mi caccia, io non guardo".

Lineare.
"Vediamo Berlusconi cosa dirà alla Camera".

Potrebbe fare un discorso convincente e porre alla sua coscienza la dirimente questione: chi sono, dove vado.
"In questa politica nuova bisogna difendersi a denti stretti".

Lei è benissimo attrezzato. 
"Noi siamo donatori di voti. Quelli se li pigliano e poi ci fottono".

Perciò ha candidato sua moglie.
"E meno male che l'ho fatto! Altrimenti chissà chi se li sarebbe presi. Io dono e quelli, i pescecani, intascano gratis il mio lavoro".

Il suo lavoro.
"La mia segreteria storica in Napoli è sempre aperta. Ascolto gli amici, poco posso fare".

Ascolta soltanto?
"Sono laureato psichiatra. Faccio il psichiatra sociale. La gente si sfoga e io raccolgo".

Raccoglie.
"Poco più".

Dicono di lui: Pinocchio colpisce ancora

"...Michele Pisacane: ex Udeur (forse è sufficiente questo per descrivere il personaggio). A fine luglio era dato per certo il suo passaggio al Pd. Oggi ha scelto anche lui Silvio con una motivazione profondamente etica: “L’Udc mi ha perfino spostato di fila in aula”. Imperdonabile leggerezza quella di Piercasinando"
(http://blogdellaliberta.wordpress.com/page/13/)

Finalmente...viene apprezzato il duro lavoro dei nostri: primo nella hit parade delle proposte di legge più... strampalate

L'INCHIESTA L'ITALIA DELLE LEGGI INUTILI: Nell'agenda del Parlamento la promozione della sfoglia romagnola. La patente europea per pizzaioli. Regole anche sui «consulenti filosofici» di Gian Antonio Stella

MILANO - Quale futuro potrà mai avere l'Italia senza l'Albo dei Deejay e quello dei Consulenti filosofici? Se lo chiede uno studio che ha compilato una specie di hit parade delle proposte di legge più strampalate. Prima fra tutte, appunto, la stratosferica istituzione di un ordine degli «Operatori di intrattenimento mediante diffusione della musica in occasione di incontri pubblici, spettacoli o eventi di intrattenimento in luoghi chiusi o aperti»

...il capolavoro assoluto, però, è la proposta di Antonio Milo, un napoletano eletto a Montecitorio con l'Mpa numero 3165. Dove si spiega che poiché «nel nostro Paese operano da quasi cinquanta anni circa un milione di operatori di intrattenimento pubblico mediante diffusione della musica in occasione di intrattenimenti, di spettacoli e di eventi simili» e che «essere un DJ non significa presentare semplicemente pezzi musicali» giacché «nel caso del conduttore radiofonico, questi deve riuscire a catturare l'attenzione degli ascoltatori intercalando anche argomenti di attualità quando è necessario e quando eventi improvvisi richiedono l'esigenza di informare gli ascoltatori». Occorre dunque, onorevoli colleghi, porre rimedio al vuoto legislativo. Finalmente un Parlamento rock.

Gian Antonio Stella - Corriere della Sera - 03 ottobre 2010

lunedì 27 settembre 2010

venerdì 24 settembre 2010

venerdì 6 agosto 2010