Di Agerola, tra Napoli e la costiera amalfitana, è il deputato eletto nelle fila dell’Udc Michele Pisacane, famoso per aver fatto eleggere in consiglio regionale la moglie candidata col cognome ‘Pisacane’, che entrò nell’Udc dopo essere stato eletto nell’Udeur e ora esce dal partito di Casini per fondarne un altro, il Pdi, e sostenere il Cavaliere.
Ultim'ora
mercoledì 15 dicembre 2010
Quanti voltagabbana al Sud e a Napoli. (V. Iurillo, Il Fatto quotidiano, 15.12,10)
“Mi spiace dover dire una cosa che farà male a moltissimi meridionali perbene, e ce ne sono tanti, ma se fate caso tutti i voltagabbana acquistati da B. in questo mercato delle vacche, se si eccettua Calearo, sono tutti meridionali a prova che nel Sud la classe dirigente è la causa di tutte le disgrazie di questa martoriata terra, e purtroppo non si vede uno spiraglio a questa tragedia”.
Così scrive “Giorgio 2010” tra i commenti al mio discusso e provocatorio post sulle responsabilità della candidatura e dell’elezione nel Pd di Bruno Cesario, decisivo nel salvare il governo Berlusconi. Napoletano, infatti, è il suddetto Cesario (e ribadisco: se D’Alema non avesse optato per l’elezione in Puglia, Cesario ora starebbe a casa). Siciliano è Domenico Scilipoti, il sosia di Danny De Vito fulminato sulla via di Arcore dopo essere stato eletto in Idv nel nome dell’antiberlusconismo. Di origini abruzzesi è l’altro deputato ex dipietrista Antonio Razzi, al quale auguriamo di estinguere presto il mutuo che lo riguarda.
Di Agerola, tra Napoli e la costiera amalfitana, è il deputato eletto nelle fila dell’Udc Michele Pisacane, famoso per aver fatto eleggere in consiglio regionale la moglie candidata col cognome ‘Pisacane’, che entrò nell’Udc dopo essere stato eletto nell’Udeur e ora esce dal partito di Casini per fondarne un altro, il Pdi, e sostenere il Cavaliere.
Di Agerola, tra Napoli e la costiera amalfitana, è il deputato eletto nelle fila dell’Udc Michele Pisacane, famoso per aver fatto eleggere in consiglio regionale la moglie candidata col cognome ‘Pisacane’, che entrò nell’Udc dopo essere stato eletto nell’Udeur e ora esce dal partito di Casini per fondarne un altro, il Pdi, e sostenere il Cavaliere.
E a questo punto faccio un piccolo passo indietro e ricordo che al Senato nel 2008 Prodi cadde per il passaggio nel centrodestra del beneventano Clemente Mastella (che vorrebbe fare il sindaco di Napoli) e dei napoletani Tommaso Barbato e Giuseppe Scalera, ovvero due udeurrini e un margheritino. E poi: di dov’è quel parlamentare, Riccardo Villari, che eletto nel Pd voleva a tutti i costi presiedere la commissione di vigilanza Rai coi voti del Pdl? Ma di Napoli, ovviamente.
Ed ancora: quando pochi mesi fa il pidiellino Stefano Caldoro ha vinto le elezioni regionali ed è diventato Governatore della Campania, ha composto una giunta composta per cinque dodicesimi da politici che fino a poco prima erano organici alla maggioranza di centrosinistra di Antonio Bassolino. Il segnale che ne uscì era chiarissimo: bisogna premiare i cambi di casacca, senza i quali a Napoli nemmeno B. può avere la meglio.
Nomi e cognomi: il vice presidente della giunta regionale Giuseppe De Mita (Udc), ex segretario avellinese del Pd (nipote di Ciriaco De Mita); l’assessore al Personale Pasquale Sommese (Udc), ex vice segretario napoletano del Pd ed ex consigliere regionale della Margherita Pd; l’assessore all’Università Guido Trombetti, che pezzi del Pd avrebbero voluto candidare a Governatore della coalizione di centrosinistra contro Caldoro; l’assessore al Lavoro Severino Nappi (Udeur), ex componente della segreteria napoletana dei Ds; l’assessore all’Avvocatura Ernesto Sica (Pdl), già consigliere regionale della Margherita e organizzatore nella sua Pontecagnano delle feste nazionali del partito di Rutelli, happening politico irrinunciabile per i fans di Ciriaco De Mita e Bassolino (Sica si è poi dimesso ma per note ragioni extrapolitiche).
Vogliamo guardare anche nelle amministrazioni provinciali? Mi fermo a Napoli, perché la nausea inizia a farsi forte, e dico che in presenza di una maggioranza fondata sull’asse Pdl-Udc, quasi mezzo gruppo consiliare del partito di Casini proviene dal Pd o da Idv e uno dei suoi assessori,Pietro Sagristani, era assessore in quota Pd nella precedente giunta di centrosinistra e si è candidato al consiglio provinciale nella lista Udc mentre era ancora assessore democrat in carica: si è dimesso solo dopo aver ufficializzato e firmato la candidatura a sostegno dell’azzurro Luigi Cesaro.
Le degenerazioni del trasformismo in politica sono alcune delle tante questioni meridionali irrisolte? Perché nel Sud i voltagabbana proliferano? E’ sufficiente la spiegazione dell’assenza di un radicato voto d’opinione? E’ plausibile definire i cittadini succubi di politici ai quali implorare piaceri e favori, con l’effetto di creare una banda di cacicchi capace di trasportare ovunque e senza conseguenze il proprio serbatoio elettorale? Non lo so, io faccio il giornalista e non ho gli strumenti e le conoscenze appropriate per dare una risposta alle domande che pongo. Voi cosa ne pensate?
...salvare berlusca MISSION: POSSIBLE!!!
I nostri due eroi salvano il Berlusca: non avrebbero fatto meglio a salvare, prima, Agerola dal declino???
venerdì 3 dicembre 2010
Parentopoli campana, la curiosa storia di Annalisa Vessella “in Pisacane”
In politica è meglio essere o non essere la ‘moglie di’? Questo è il problema. E la risposta della consigliera regionale campana Annalisa Vessella in Pisacane (una volta si diceva così) cambia a seconda del momento. Potremmo chiamarla schizofrenia anagrafico-politica. O se avete altre definizioni, dite pure. Ed è comunque assai curiosa la parabola della signora, eletta nella lista dell’Udc sull’onda del cognome del marito deputato e di una campagna elettorale fatta di manifesti con la scritta “Vota Pisacane” e il volto sorridente di signora serena e soddisfatta. Un cognome che però ora rinnega dettando i comunicati stampa con un semplice ‘Annarita Vessella’. In fondo è bastato poco, un tratto di penna, per cancellare la memoria di un uomo al proprio fianco.Sui manifesti elettorali il nome da sposata appare e scompare a seconda del vento che tira.
La storia è carina e va spiegata dall’inizio. Primissimi mesi del 2010. In Campania si avvicinano le elezioni regionali e sui tabelloni 6 x 3 delle più trafficate strade statali e provinciali del napoletano iniziano a comparire manifesti con la scritta ‘Vota Pisacane’ e il logo dell’Udc. Deve trattarsi – si pensa – del deputato e sindaco di Agerola Michele Pisacane, uomo forte del partito di Casini, politico abituato ai cambi di casacca e all’accumulo di poltrone: nel 2006, quando ancora militava nell’Udeur di Clemente Mastella, per un periodo riuscì a fare contemporaneamente il sindaco, il parlamentare e il capogruppo in Regione, prima di optare per la permanenza a Montecitorio rinunciando allo scranno del parlamentino campano. Ma sui manifesti non c’è una faccia. Il viso sbucherà solo su quelli nuovi e ristampati qualche settimana dopo. Non è, però, quello rotondo e conosciuto di Michele Pisacane. Bensì quello morbido della carneade signora Annalisa. Si scoprirà che si tratta della seconda moglie di Pisacane, rimasto vedovo dal primo matrimonio. Segretaria comunale, 40 anni, dice di essersi appassionata alla politica frequentando l’uomo che diventerà suo marito e al Corriere della Sera dichiara: “Uso il cognome di mio marito, che problema c’è? Mi avvantaggia, non sono stupida. E poi mica la legge lo vieta”. Michele rafforza il concetto ‘tengo famiglia’ in una stupenda intervista a “La Repubblica”: “Se c’è un lavoro da fare e uno fa il salumiere, non credo sia giusto privilegiare la salumeria degli altri”. E comunque la salumeria in campagna elettorale la terrà aperta solo il marito. E’ lui a girare per convegni e comizi a chiedere i voti, mentre la signora sta portando a termine una felice gravidanza che si concluderà due giorni dopo le elezioni. E in casa Pisacane è festa doppia: per il lieto evento e per la trionfale vittoria di Annalisa, eletta in consiglio regionale grazie a 18.194 preferenze.
Poi tra Michele Pisacane e l’Udc i rapporti si raffredderanno fino a interrompersi con la decisione del deputato agerolino di votare la fiducia a Berlusconi. E tra le avvisaglie ci fu la mancata nomina di Annalisa Vessella a una presidenza di commissione consiliare. Che nel poltronificio campano di solito non si nega a nessuno. La signora reagisce con un memorabile colloquio col quotidiano locale Metropolis, affermando all’incredulo cronista: “No, se potessi tornare indietro sui manifesti metterei il mio nome… Presentarmi come la moglie di Pisacane mi ha penalizzato, sono stata mortificata dall’Udc che sta facendo la guerra a mio marito, nell’Udc c’è chi ha avuto due incarichi e a me nemmeno una vice presidenza…”. Fino all’annuncio: “La prossima volta sarò la candidata Vessella”. Conclusioni: il marito ha lasciato l’Udc e ha aderito ai ‘Popolari di Italia Domani’, la nuova formazione del centro destra che verrà presentata sabato a Napoli. Indovinate a quale partito si è iscritta la moglie? Nei ‘Popolari di Italia Domani’. Lo abbiamo appreso da un comunicato dell’ufficio stampa del consiglio regionale. Nell’oggetto dell’email si legge ‘Consigliere Annalisa Vessella’. E basta.
giovedì 2 dicembre 2010
Purtroppo siamo ultimi in Italia e... non solo in Italia
Autorevoli istituti di ricerca economica finanziaria parlano di noi:
"Inoltre, nelle capitali degli stati baltici, il potere di acquisto è al di sopra della media nazionale - a Vilnius, in Lituania, di quasi il 30% e a Riga, in Lettonia, di circa il 25%. I residenti qui hanno più soldi di quelli di Agerola, il comune italiano con il potere d'acquisto più debole, che è quasi due terzi sotto la media nazionale"
http://www.gfk.com/imperia/md/content/gfkturkiye/pressreleases/purchasing_power_press_release_29_11_07.pdf
(Pagina 2, penultimo paragrafo)
(Pagina 2, penultimo paragrafo)
lunedì 29 novembre 2010
venerdì 19 novembre 2010
domenica 17 ottobre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
martedì 5 ottobre 2010
A perpetua memoria
IL PSICHIATRA SOCIALE...
Il sindaco di Agerola, MICHELE PISACANE, è stato espulso dall'Udc perchè ha rotto il sodalizio AFFARISTICO con De Mita per nobili ideali: voleva che la sua seconda moglie - sua ex segretaria e paracadutata in consiglio regionale per meriti dattilografici - divenisse Assessore della giunta CALDORO. Ora cerca nuove AFFILIAZIONI sia nel PD che nel PDL. Il caso in sè ha un'incidenza limitata, perchè di arrampicatori così ne è piena la democrazia italiana, senonchè Pisacane - sindaco, deputato e con la moglie in regione - riesce ad avere le mani in pasta ovunque nel pieno stile mastelliano. Cari amici agerolesi, possibile che questi PIAZZISTI che, per qualche dollaro in più si vendono la NOSTRA TERRA,debbano essere premiati?
Ci decidiamo a mandarli via a calci in luoghi dove non poggiano le istituzioni o no?
"Sto nell'Udc, tratto col Pd
e forse voto per salvare il governo"
Michele Pisacane, deputato del partito di Casini, tentato dal Gruppo di responsabilità di Nucara
di ANTONELLO CAPORALE (Repubblica, 15/09/10)
MICHELE Pisacane, uomo di mezza età e di nutrita presenza fisica, è considerato deputato in transito. E' di Agerola, sulla cresta montuosa che poi declina verso Sorrento. E' anche sindaco del suo paese. La consorte invece è consigliere regionale della Campania.
"Chi si vende e chi si compra. Qua è tutto un fiorire di nomi e di scenari".
Michele Pisacane non si vende e non si compra.
"Incomprabile. Assolutamente".
Incorruttibile.
"Michele Pisacane ha 18824 voti, e se li è cercati uno per uno".
Spieghiamo al lettore stupito: lei è un deputato dell'Udc eletto in Parlamento senza preferenze.
"Per l'appunto. Allora ho candidato mia moglie al consiglio regionale della Campania in modo che fosse tutto trasparente e chiaro".
Anche sua moglie nell'Udc.
"Ora è un'ex, si è sistemata nel misto".
In transito anch'ella?
"Questa estate ho avuto solo un abboccamento, una discussione con gli amici del Pd".
Il Pd per la questione coniugale campana. Il Pdl invece per il profilo nazionale che attiene alla sua responsabilità.
"Sto bene nell'Udc. Ho solo polemizzato per come il mio nome e la mia storia politica siano stati messi da parte quando c'era da offrire visibilità".
Capito. Ciriaco De Mita, che comanda in Campania, non ha pensato a sua moglie quando c'era da fare gli assessori.
"Non solo, ma ha capito perfettamente".
Pisacane, non ci si crede.
"Invece deve credermi!"
Lei è momentaneamente in polemica con Casini.
"Se mi caccia dal partito io guardo altrove. Se non mi caccia, io non guardo".
Lineare.
"Vediamo Berlusconi cosa dirà alla Camera".
Potrebbe fare un discorso convincente e porre alla sua coscienza la dirimente questione: chi sono, dove vado.
"In questa politica nuova bisogna difendersi a denti stretti".
Lei è benissimo attrezzato.
"Noi siamo donatori di voti. Quelli se li pigliano e poi ci fottono".
Perciò ha candidato sua moglie.
"E meno male che l'ho fatto! Altrimenti chissà chi se li sarebbe presi. Io dono e quelli, i pescecani, intascano gratis il mio lavoro".
Il suo lavoro.
"La mia segreteria storica in Napoli è sempre aperta. Ascolto gli amici, poco posso fare".
Ascolta soltanto?
"Sono laureato psichiatra. Faccio il psichiatra sociale. La gente si sfoga e io raccolgo".
Raccoglie.
"Poco più".
Il sindaco di Agerola, MICHELE PISACANE, è stato espulso dall'Udc perchè ha rotto il sodalizio AFFARISTICO con De Mita per nobili ideali: voleva che la sua seconda moglie - sua ex segretaria e paracadutata in consiglio regionale per meriti dattilografici - divenisse Assessore della giunta CALDORO. Ora cerca nuove AFFILIAZIONI sia nel PD che nel PDL. Il caso in sè ha un'incidenza limitata, perchè di arrampicatori così ne è piena la democrazia italiana, senonchè Pisacane - sindaco, deputato e con la moglie in regione - riesce ad avere le mani in pasta ovunque nel pieno stile mastelliano. Cari amici agerolesi, possibile che questi PIAZZISTI che, per qualche dollaro in più si vendono la NOSTRA TERRA,debbano essere premiati?
Ci decidiamo a mandarli via a calci in luoghi dove non poggiano le istituzioni o no?
"Sto nell'Udc, tratto col Pd
e forse voto per salvare il governo"
Michele Pisacane, deputato del partito di Casini, tentato dal Gruppo di responsabilità di Nucara
di ANTONELLO CAPORALE (Repubblica, 15/09/10)
MICHELE Pisacane, uomo di mezza età e di nutrita presenza fisica, è considerato deputato in transito. E' di Agerola, sulla cresta montuosa che poi declina verso Sorrento. E' anche sindaco del suo paese. La consorte invece è consigliere regionale della Campania.
"Chi si vende e chi si compra. Qua è tutto un fiorire di nomi e di scenari".
Michele Pisacane non si vende e non si compra.
"Incomprabile. Assolutamente".
Incorruttibile.
"Michele Pisacane ha 18824 voti, e se li è cercati uno per uno".
Spieghiamo al lettore stupito: lei è un deputato dell'Udc eletto in Parlamento senza preferenze.
"Per l'appunto. Allora ho candidato mia moglie al consiglio regionale della Campania in modo che fosse tutto trasparente e chiaro".
Anche sua moglie nell'Udc.
"Ora è un'ex, si è sistemata nel misto".
In transito anch'ella?
"Questa estate ho avuto solo un abboccamento, una discussione con gli amici del Pd".
Il Pd per la questione coniugale campana. Il Pdl invece per il profilo nazionale che attiene alla sua responsabilità.
"Sto bene nell'Udc. Ho solo polemizzato per come il mio nome e la mia storia politica siano stati messi da parte quando c'era da offrire visibilità".
Capito. Ciriaco De Mita, che comanda in Campania, non ha pensato a sua moglie quando c'era da fare gli assessori.
"Non solo, ma ha capito perfettamente".
Pisacane, non ci si crede.
"Invece deve credermi!"
Lei è momentaneamente in polemica con Casini.
"Se mi caccia dal partito io guardo altrove. Se non mi caccia, io non guardo".
Lineare.
"Vediamo Berlusconi cosa dirà alla Camera".
Potrebbe fare un discorso convincente e porre alla sua coscienza la dirimente questione: chi sono, dove vado.
"In questa politica nuova bisogna difendersi a denti stretti".
Lei è benissimo attrezzato.
"Noi siamo donatori di voti. Quelli se li pigliano e poi ci fottono".
Perciò ha candidato sua moglie.
"E meno male che l'ho fatto! Altrimenti chissà chi se li sarebbe presi. Io dono e quelli, i pescecani, intascano gratis il mio lavoro".
Il suo lavoro.
"La mia segreteria storica in Napoli è sempre aperta. Ascolto gli amici, poco posso fare".
Ascolta soltanto?
"Sono laureato psichiatra. Faccio il psichiatra sociale. La gente si sfoga e io raccolgo".
Raccoglie.
"Poco più".
Dicono di lui: Pinocchio colpisce ancora
"...Michele Pisacane: ex Udeur (forse è sufficiente questo per descrivere il personaggio). A fine luglio era dato per certo il suo passaggio al Pd. Oggi ha scelto anche lui Silvio con una motivazione profondamente etica: “L’Udc mi ha perfino spostato di fila in aula”. Imperdonabile leggerezza quella di Piercasinando"
(http://blogdellaliberta.wordpress.com/page/13/)
(http://blogdellaliberta.wordpress.com/page/13/)
Finalmente...viene apprezzato il duro lavoro dei nostri: primo nella hit parade delle proposte di legge più... strampalate
L'INCHIESTA L'ITALIA DELLE LEGGI INUTILI: Nell'agenda del Parlamento la promozione della sfoglia romagnola. La patente europea per pizzaioli. Regole anche sui «consulenti filosofici» di Gian Antonio Stella
MILANO - Quale futuro potrà mai avere l'Italia senza l'Albo dei Deejay e quello dei Consulenti filosofici? Se lo chiede uno studio che ha compilato una specie di hit parade delle proposte di legge più strampalate. Prima fra tutte, appunto, la stratosferica istituzione di un ordine degli «Operatori di intrattenimento mediante diffusione della musica in occasione di incontri pubblici, spettacoli o eventi di intrattenimento in luoghi chiusi o aperti»
...il capolavoro assoluto, però, è la proposta di Antonio Milo, un napoletano eletto a Montecitorio con l'Mpa numero 3165. Dove si spiega che poiché «nel nostro Paese operano da quasi cinquanta anni circa un milione di operatori di intrattenimento pubblico mediante diffusione della musica in occasione di intrattenimenti, di spettacoli e di eventi simili» e che «essere un DJ non significa presentare semplicemente pezzi musicali» giacché «nel caso del conduttore radiofonico, questi deve riuscire a catturare l'attenzione degli ascoltatori intercalando anche argomenti di attualità quando è necessario e quando eventi improvvisi richiedono l'esigenza di informare gli ascoltatori». Occorre dunque, onorevoli colleghi, porre rimedio al vuoto legislativo. Finalmente un Parlamento rock.
Gian Antonio Stella - Corriere della Sera - 03 ottobre 2010
MILANO - Quale futuro potrà mai avere l'Italia senza l'Albo dei Deejay e quello dei Consulenti filosofici? Se lo chiede uno studio che ha compilato una specie di hit parade delle proposte di legge più strampalate. Prima fra tutte, appunto, la stratosferica istituzione di un ordine degli «Operatori di intrattenimento mediante diffusione della musica in occasione di incontri pubblici, spettacoli o eventi di intrattenimento in luoghi chiusi o aperti»
...il capolavoro assoluto, però, è la proposta di Antonio Milo, un napoletano eletto a Montecitorio con l'Mpa numero 3165. Dove si spiega che poiché «nel nostro Paese operano da quasi cinquanta anni circa un milione di operatori di intrattenimento pubblico mediante diffusione della musica in occasione di intrattenimenti, di spettacoli e di eventi simili» e che «essere un DJ non significa presentare semplicemente pezzi musicali» giacché «nel caso del conduttore radiofonico, questi deve riuscire a catturare l'attenzione degli ascoltatori intercalando anche argomenti di attualità quando è necessario e quando eventi improvvisi richiedono l'esigenza di informare gli ascoltatori». Occorre dunque, onorevoli colleghi, porre rimedio al vuoto legislativo. Finalmente un Parlamento rock.
Gian Antonio Stella - Corriere della Sera - 03 ottobre 2010
lunedì 27 settembre 2010
venerdì 24 settembre 2010
Questionario "Giudica Agerola" dei GD
Per contare e ...non farsi contare
http://gdagerola.blogspot.com/p/loading.html
http://gdagerola.blogspot.com/p/loading.html
venerdì 6 agosto 2010
martedì 16 marzo 2010
domenica 7 marzo 2010
giovedì 25 febbraio 2010
mercoledì 24 febbraio 2010
Onorevoli agerolesi a caccia
Da “Filo Rosso” – Febbraio 2010
Gli esami non finiscono mai, diceva Edoardo; neanche le campagne elettorali, aggiungiamo noi. Fallito l’assalto a Strasburgo, l’onorevole dottore e sindaco di Agerola Michele Pisacane, dopo aver bacchettato i suoi con un sontuoso messaggino, una didascalia che mescolava spiritualità indiana e consigli da calendario di frate indovino (“Caro amico, ti ringrazio per l’impegno profuso in questa campagna elettorale. Sappi che la forza del trionfo sta nella capacità di assorbire l’insuccesso facendolo diventare momento di riflessione per i successivi traguardi”) riprende in mano il filo del gioco e si concentra sulle regionali del 28 e 29 marzo 2010. Su un punto, per nulla secondario visti i trascorsi, sembra avere le idee più che chiare: oggi non è il caso di lasciare l’Udc per orizzonti oscuri ed imperscrutabili. Lo scudo crociato di Casini imperversa fra i sogni ed i sondaggi di Massimino D’Alema e, col suo 12% di consensi, sembra proporsi come arbitro ed ago della bilancia determinante alle prossime amministrative. In Puglia come nel Lazio, in Piemonte e soprattutto in Campania, dove i giochi sono ancora aperti perché i grandi protagonisti si muovono nel buio. La scontata vittoria del centrodestra, all’ombra del Vesuvio, ha causato un primo grosso scossone nell’ufficio politico del secondo deputato agerolese, l’onorevole Antonio Milo. Gli strali vengono da lontana, segnatamente dall’Assemblea Regionale Siciliana e quindi dal segretario nazionale dell’Mpa. Infatti il governatore della Trinacria, Raffaele Lombardo, dopo aver intrapreso un’aspra battaglia con il presidente del Senato Schifani e l’area sotto la sua influenza a Palazzo dei Normanni, è dovuto ricorrere all’appoggio esterno del partito democratico, al fine di ridare ossigeno e linfa alla sua prima legislatura. . Decisione che ha sconcertato e meravigliato Milo, segretario campano dell’Mpa, mai stato a proprio agio nell’area di centrosinistra, come dimostra la fulminea apparizione nell’Italia di Mezzo, il soggetto politico plasmato ad hoc da Marco Follini per gestire in maniera graduale il suo passaggio dall’Udc al Partito democratico. Allora l’onorevole, soprannominato “Sorrisi e canzoni” dai concittadini a causa della sua giovialità, non seguì Harry Potter Follini nel suo peregrinare a sinistra; alzò invece la posta e creò all’interno del consiglio regionale della Campania un gruppo con il Nuovo Psi di Stefano Caldoro. A questo si aggiunga il fatto che fra le nuove amicizie politiche poteva ora annoverare un vecchio padre della grande famiglia democristiana, ritornato in pista alla veneranda età di quasi 80 anni: Vincenzo Scotti. “Tarzan”, andreottiano di ferro all’epoca delle correnti che innervavano la “balena bianca”, è stato determinante per l’elezione a deputato di Antonio Milo e premiato da Raffaele Lombardo con il ticket per il giuramento da sottosegretario agli Esteri, carica che ricopre ancora attualmente. Sfiora il comico se non addirittura il ridicolo la decisione dei vertici del partito di designare commissario campano dell’Mpa quel Riccardo Villari che si blindò nelle sue stanze di presidente della Commissione di Vigilanza Rai dopo esser stato scaricato da tutti, centrodestra compreso, che della sua ingenuità politica si era servito per mettere in ridicolo il Pd; allora si rischiò l’intervento dei caschi blu dell’Onu. Ora lo ritroviamo alla testa di un partito morente, animato solo da Scotti e Milo fin quando ha fatto comodo anche al presidente Lombardo. Non contano le idee moderate, conta la tattica, il posizionamento sulla scacchiera e soprattutto la tempestività. La stessa che spinge i due ex referenti campani dell’Mpa alla creazione di una nuova lista, e molto verosimilmente di un nuovo soggetto politico che appoggi il candidato del centrodestra alla guida della Regione Campania, soprattutto se l’identikit corrisponde al nome di Stefano Caldoro. Più delicata la questione in casa Udc; per la famosa ed innovativa politica dei due forni, Casini sceglierà quello più caldo, ovvero i pretendenti a Palazzo Santa Lucia del centrodestra. L’onorevole Pisacane deve quindi puntare a far fruttare al massimo il proprio patrimonio di preferenze; i rumors dicono che il sindaco di Agerola stia pensando di lanciare nella battaglia per un posto da consigliere la moglie, data la sua attenzione agli affetti familiari. In ogni caso la stagione per mettere il colpo in canna è aperta; l’onorevole Pisacane, se vogliamo circoscrivere la battuta “di caccia” ai soli Monti Lattari, sembra meglio equipaggiato. Ancora un conto alla rovescia quindi; ancora una campagna elettorale. Se non sono europee, sono provinciali; se non sono regionali sono comunali. Di tempo per amministrare un paese, per mettere a punto piani di rilancio di un territorio asfittico, ne rimane veramente poco. Comprendiamo.
Rosario Cuomo - Luigi Mannini
Rosario Cuomo - Luigi Mannini
venerdì 19 febbraio 2010
FANTAPOLITICA!!! La risposta del PD.
METROPOLIS E IL MATTINO DI NAPOLI del 19.02.2002
Crisi nella maggioranza Pisacane, il PD affonda il colpo e attacca i sostenitori, vecchi e nuovi, del sindaco onorevole. E lo fa attraverso un duro documento, firmato dai tre consiglieri comunali del PD Pierluuigi ferraro, Luca Mascolo e Matteo Ruocco, dal Partito Democratico e dai Giovani Democratici di Agerola: "Nell'articolo di ieri-si legge nel comunicato- si parlava di fantapolitica per vari ordini di motivi. In primo luogo registriamo la surreale dichiarazione di Pisacane, priva di alcun significato veritiero, rispetto alla volontà seria di occuparsi del rilancio socio economico di Agerola: la sua amministrazione risulta non pervenuta. Agerola è abbandonata a se stessa, attanagliata da una crisi profonda. Il Sindaco è distratto da altro ed i suoi sodali non si è ancora capito cosa fanno.
La candidatura della moglie alle prossime elezioni regionali, scelta personalistica e familistica ,dai contorni "mastelliani", maschera solo la subdola volontà di imbrogliare ed offendere l'onestà degli elettori, presentandola a loro con l'ambiguo utilizzo del proprio cognome "Pisacane". Questa machiavellica manovra trova la sponda anche da parte di coloro i quali, da quanto emerge nell'articolo di ieri, dovrebbero essere tra i firmatari di una mozione di sfiducia, che allo stato attuale, oltre che inesistente sarebbe inefficace. I motivi di tale inefficacia sarebbero da intercettare nella più volte manifestata reticenza da parte di Avitabile e Buonocore a convergere su un'idea diversa di sviluppo di paese che non si riduca ad assecondare le logiche clientelari del modus operandi del padrone e dell'amministrazione di cui fanno parte.
Quanto a Dercenno, si ritiene inopportuno parlare di pressing asfissiante data la sua spontanea volontà di interrompere ogni forma di dialogo perchè intento ad esercitarsi in spettacolari acrobazie da circo in contraddizione con le basi elementari dell'onestà e della coerenza politiche ed intellettuali.
Per parte nostra, continueremo a lottare per porre termine all'agonia dell'attuale compagine amministrativa! Le nostre firme sono a disposizione, senza alcun tornaconto perchè, come sempre, noi abbiamo un solo obiettivo: costruire un' Agerola migliore!"
I consiglieri comunali del PD (Pierluigi Ferraro,Luca Mascolo, Matteo Ruocco),il Partito Democratico di Agerola, i Giovani Democratici di Agerola.
Messaggi in codice!!!
Da Il Mattino 17.02.2010
Agerola. Lo scontro politico sempre più rovente tra il sindaco, onorevole dell’Udc Michele Pisacane, e una parte della sua maggioranza potrebbe sfociare presto in un’aperta e definitiva crisi. Dopo l’ultimo consiglio comunale che ha nominato il nuovo revisore dei conti infatti, secondo varie indiscrezioni dalla componente che fa capo all’ex assessore Paolo Avitabile e a Gaetano Buonocore sarebbe arrivato l’input di far cadere l’amministrazione Pisacane. Il tutto, attraverso una mozione di sfiducia da presentare in occasione del prossimo consiglio. Si spiegherebbero così i sempre più frequenti contatti fra tre consiglieri di maggioranza e i componenti dei gruppi di opposizione «Agerola è» e «Insieme per Agerola oltre il 2000». Sono ore febbrili, dunque: conferme e smentite si susseguono. Ma c’è già chi lavora al documento e fa i conti. Per presentare l’eventuale mozione contro il sindaco occorrono almeno nove firme mentre, secondo i membri delle opposizioni a oggi sarebbero otto i rappresentanti dell’assise cittadina pronti a mandare a casa Pisacane. Ai cinque esponenti della minoranza, si aggiungerebbero infatti Paolo Avitabile, Gaetano Buonocore e Aldo Acampora (eletti nella lista Democrazia Popolare che sosteneva la candidatura a sindaco di Pisacane). Mancherebbe dunque un’altra firma, che potrebbe essere quella dell’ex assessore Raffaele Dercenno, su cui si è adesso concentrato il pressing asfissiante dei nuovi oppositori di Pisacane. Il clima, insomma, è incandescente e nulla è scontato. Negli ultimi giorni si sono tenute diverse riunioni «bipartisan» per lavorare intorno alla realizzazione del documento politico. Non si è fatta attendere la replica da parte del primo cittadino. «Non sono al corrente di un tentativo in atto per rovesciare la maggioranza – afferma Pisacane – e a ogni modo in questo periodo sono impegnato a fare cose ben più importanti. Più che dedicarmi a queste beghe politiche, mi preme continuare a dedicarmi allo sviluppo del paese». Intanto, la querelle interna alla maggioranza potrebbe avere serie ripercussioni anche sul voto per le prossime Regionali. Ad Agerola infatti è già in campagna elettorale Annalisa Vessella, moglie di Michele Pisacane e candidata con l’Udc. E proprio quello delle elezioni regionali potrebbe essere un vero banco di prova per il sindaco e la sua maggioranza.
sabato 13 febbraio 2010
giovedì 11 febbraio 2010
Il Provolone del Monaco è DOP!
Un altro gioiello dell’agroalimentare campano ha avuto il pieno riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta da parte della Commissione europea: il Provolone del Monaco.
E’ stato appena pubblicato, infatti, sulla Gazzetta Ufficiale Europea L38 dell’11 febbraio 2010 il Regolamento comunitario n. 121 del 9/02/2010 di registrazione della DOP, ai sensi del Regolamento CE 510/2006.
La DOP Provolone del Monaco va ad aggiungersi alle 194 specialità agroalimentari italiane che hanno avuto finora il riconoscimento DOP o IGP da parte della UE. La Campania, con 18 denominazioni protette, è la prima regione del Mezzogiorno per numero di prodotti tutelati. Il Provolone del Monaco è il terzo formaggio campano tutelato.
L’area geografica di produzione del Provolone del Monaco è ristretta a 13 comuni della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, all’interno dei quali si svolge l’intero ciclo produttivo. Il latte da impiegare per la lavorazione proviene nella quota minima del 20% da bovini di razza Agerolese, iscritti al relativo registro anagrafico, e nella quota restante da bovini di razze diverse (Frisona, Brunalpina, Pezzata Rossa, Jersey, Podolica e Meticci locali) allevate esclusivamente nei comuni della DOP.
La specificità del “Provolone del Monaco DOP” è il risultato di un insieme di fattori tipici dell’area di produzione, in particolare delle caratteristiche organolettiche del latte prodotto da bovini allevati sul territorio, del processo di trasformazione che rispecchia ancora oggi le tradizioni artigiane e del particolare microclima che caratterizza gli ambienti di lavorazione e stagionatura. Attraverso il riconoscimento della DOP è ora possibile il recupero e la valorizzazione dell’intero sistema zootecnico della zona di produzione, fondato in particolare sull’allevamento del bovino Agerolese.
Le caratteristiche distintive del Provolone del Monaco DOP sono:
- una forma di melone leggermente allungato, con un peso minimo di 2,5 kg ed uno massimo di 8;
- una crosta sottile di colore giallognolo, quasi liscia, con leggere insenature in corrispondenza dei legacci di rafia usati per il sostegno a coppia che suddividono il Provolone;
- una stagionatura di almeno sei mesi;
- un sapore dolce e butirroso ed un leggero e piacevole gusto piccante.
La produzione di latte nell’area Agerolese-sorrentina è stimata in 100 mila q.li all’anno, quasi tutta destinata alla produzione del Provolone del Monaco DOP, del Fior di latte e degli altri latticini locali. La qualità del latte della vacca agerolese, razza rustica sintesi di tre differenti patrimoni genetici, è eccezionale, ma essendo la resa della mungitura molto bassa, non la si può allevare soltanto in vista della produzione lattiera. Al contrario, se il poco latte prodotto rispetto ad altre razze è di qualità elevata, impiegarlo per la produzione di un formaggio di nicchia pregiato come il Provolone del Monaco DOP fa sì che la sopravvivenza della razza agerolese diventi un elemento imprescindibile per la sopravvivenza del formaggio stesso. Il “Provolone del Monaco DOP” è un prodotto di particolare pregio, con un prezzo di vendita abbastanza elevato, che può variare a seconda della lunghezza dei tempi di affinatura, ma che per le sue particolari caratteristiche riesce a conferire alle pietanze un sapore fuori del comune.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale Gianfranco Nappi. “Quest’ultima DOP fa della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, che oltre al provolone produce olio, limoni e grandi chef, il distretto mondiale del gusto. Un altro riconoscimento, conquistato in stretta sinergia con il Consorzio di tutela, che fa della Campania la bandiera del made in Italy nel mondo”.
Sarà l’ISMECERT di Napoli ad effettuare i controlli per la certificazione del prodotto, così come indicato dal Comitato promotore.
(tratto da:http://onafnapoli.blogspot.com/)
E’ stato appena pubblicato, infatti, sulla Gazzetta Ufficiale Europea L38 dell’11 febbraio 2010 il Regolamento comunitario n. 121 del 9/02/2010 di registrazione della DOP, ai sensi del Regolamento CE 510/2006.
La DOP Provolone del Monaco va ad aggiungersi alle 194 specialità agroalimentari italiane che hanno avuto finora il riconoscimento DOP o IGP da parte della UE. La Campania, con 18 denominazioni protette, è la prima regione del Mezzogiorno per numero di prodotti tutelati. Il Provolone del Monaco è il terzo formaggio campano tutelato.
L’area geografica di produzione del Provolone del Monaco è ristretta a 13 comuni della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, all’interno dei quali si svolge l’intero ciclo produttivo. Il latte da impiegare per la lavorazione proviene nella quota minima del 20% da bovini di razza Agerolese, iscritti al relativo registro anagrafico, e nella quota restante da bovini di razze diverse (Frisona, Brunalpina, Pezzata Rossa, Jersey, Podolica e Meticci locali) allevate esclusivamente nei comuni della DOP.
La specificità del “Provolone del Monaco DOP” è il risultato di un insieme di fattori tipici dell’area di produzione, in particolare delle caratteristiche organolettiche del latte prodotto da bovini allevati sul territorio, del processo di trasformazione che rispecchia ancora oggi le tradizioni artigiane e del particolare microclima che caratterizza gli ambienti di lavorazione e stagionatura. Attraverso il riconoscimento della DOP è ora possibile il recupero e la valorizzazione dell’intero sistema zootecnico della zona di produzione, fondato in particolare sull’allevamento del bovino Agerolese.
Le caratteristiche distintive del Provolone del Monaco DOP sono:
- una forma di melone leggermente allungato, con un peso minimo di 2,5 kg ed uno massimo di 8;
- una crosta sottile di colore giallognolo, quasi liscia, con leggere insenature in corrispondenza dei legacci di rafia usati per il sostegno a coppia che suddividono il Provolone;
- una stagionatura di almeno sei mesi;
- un sapore dolce e butirroso ed un leggero e piacevole gusto piccante.
La produzione di latte nell’area Agerolese-sorrentina è stimata in 100 mila q.li all’anno, quasi tutta destinata alla produzione del Provolone del Monaco DOP, del Fior di latte e degli altri latticini locali. La qualità del latte della vacca agerolese, razza rustica sintesi di tre differenti patrimoni genetici, è eccezionale, ma essendo la resa della mungitura molto bassa, non la si può allevare soltanto in vista della produzione lattiera. Al contrario, se il poco latte prodotto rispetto ad altre razze è di qualità elevata, impiegarlo per la produzione di un formaggio di nicchia pregiato come il Provolone del Monaco DOP fa sì che la sopravvivenza della razza agerolese diventi un elemento imprescindibile per la sopravvivenza del formaggio stesso. Il “Provolone del Monaco DOP” è un prodotto di particolare pregio, con un prezzo di vendita abbastanza elevato, che può variare a seconda della lunghezza dei tempi di affinatura, ma che per le sue particolari caratteristiche riesce a conferire alle pietanze un sapore fuori del comune.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale Gianfranco Nappi. “Quest’ultima DOP fa della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, che oltre al provolone produce olio, limoni e grandi chef, il distretto mondiale del gusto. Un altro riconoscimento, conquistato in stretta sinergia con il Consorzio di tutela, che fa della Campania la bandiera del made in Italy nel mondo”.
Sarà l’ISMECERT di Napoli ad effettuare i controlli per la certificazione del prodotto, così come indicato dal Comitato promotore.
(tratto da:http://onafnapoli.blogspot.com/)
Iscriviti a:
Post (Atom)










