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lunedì 22 giugno 2009

Per la libertà in Iran




Una giovane donna, una ragazza, è diventata il simbolo della protesta nelle strade di Teheran e di altre città dell’Iran. Neda il suo nome, un nome che in persiano vuol dire voce. Ha perso la vita a sedici anni mentre era in strada con il padre, a dimostrare pacificamente. In un attimo si è accasciata a terra, il velo nero le è scivolato dal viso, l’abito, nero anch’esso, si è aperto a mostrare un paio di jeans sopra le sue scarpe da ginnastica. A colpirla uno dei basij, uno dei paramilitari che presidiano tetti e incroci. Un proiettile mirato con precisione, per uccidere una giovane donna, pericolosa per la sua sola presenza, una giovane donna a cui sono ora negati i funerali mentre i guardiani del popolo ammettono irregolarità nel voto, giudicati ‘irrilevanti’. 
Questa la descrizione della sua uccisione filtrata da un blog, nell’assenza dei giornalisti imposta dal regime:

“I basij hanno sparato e ucciso una giovane donna in Teheran, il 20 giugno mentre protestava. Alle ore 19.05. Posto: Carekar Ave., all’angolo con la strada Khosravi e la strada Salelhi. La giovane donna era accanto al padre ed è stata sparata da un basij che si nascondeva sul tetto di una casa civile. Ha avuto una vista perfetta della ragazza, e dunque non avrebbe potuto mancarla. Ha sparato dritto al cuore. Sono un dottore e mi sono precipitato immediatamente a cercare di salvarla. Ma l’impatto del proiettile è stato così forte che è esploso nel suo petto e la vittima è morta in meno di due minuti. Il video è stato girato da un amico che mi stava accanto. Per favore, fatelo sapere al mondo”.

Facciamolo sapere al mondo e teniamolo a mente. Teniamo viva la voce di Neda e delle migliaia di persone che continuano a manifestare pacificamente, a rischio della propria vita. Un piccolo segno verde per stare insieme all’onda democratica. 

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