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sabato 1 agosto 2009

Eri un albero di pero e non facevi pere, adesso...


il "sindaco/onorevole" al quale, ormai più di tre anni fà, gli Agerolesi affidavano entusiasticamente il futuro della Citta era stato salutato come una concreta speranza, che avrebbe consentito di "sfruttare" a vantaggio della collettività quel ruolo istituzionale che ricopriva e, ancora, ricopre e per il quale, dalla posizione di deputato del parlamento italiano e, quindi, di "Legislatore Nazionale", avrebbe portato un "valore aggiunto" alla carica sindacale. In nome di questa "acclamazione entusiastica" gli era stato, financo, perdonato di aver composto la squadra di governo locale da un maniero di palesi incompetenti che, poi, sono sempre gli stessi che da quasi un ventennio lo seguono nelle sue avventure personalistiche ma, si pensava, "è onorevole..." e, quindi, nell'immaginario collettivo, questo avrebbe consentito di beneficiare di quella "cornucopia romana" per la quale, grazie a pisacane direttamente dal parlamento italiano, sarebbero stati prodotti dei vantaggi che avrebbero trasformato Agerola in un giardino fiorito. Ricordo alcuni commenti imprudenti di esponenti della compagine "onorifica" che, all'indomani del successo amministrativo, parlavano della ex Colonia Montana come di un problema comodamente risolto perchè, grazie agli eccezionali “agganci” dell'onorevole, sarebbe stata trasformata, nel giro di qualche mese (se non di qualche settimana), in un campus universitario che avrebbe ospitato un'imprecisata scuola di specializzazione post/laurea, poi è andata come è andata. Per vero anche chi razionalmente non votò pisacane nel '06, forse perchè aveva imparato a conoscere il personaggio, era serpeggiata l'idea che questa volta, effettivamente, potesse essere una "storia diversa" rispetto alla prima e disastrosa esperienza di "sindacatura pisacaniana"; si pensava che l'esperienza regionale l'avesse migliorato e arricchito di valori ultronei rispetto a quelli materiali che ostenta. In realtà, da subito, l'onorevole/sindaco si è rivelato per quello che è: uno dei tanti peones della politica nazionale che si barcamena nel sottobosco non per cambiare le cose ma per conservare i suoi privilegi. Sul punto si rimanda al giudizio del suo compare Paolo Cirino Pomicino ("...e il mio candidato, Michele Pisacane, un carneade dal nome storicamente illustre e con una lunga storia andreottiana alle spalle, risulta il primo eletto del partito a Napoli. Gli avevo organizzato molte cene elettorali, ma non lo avevo mai fatto parlare, per timore che, parlando, perdesse voti." Geronimo, La politica nel cuore. Segreti e bugie della Seconda Repubblica, Cairoeditore 2008) e alla pagina che inequivocabilmente documenta il suo "operato" da parlamentare. In verità fin dai primi atti della seconda amministrazione comunale pisacaniana, quanti sono dotati di un minimo di capacità di analisi, si sono potuti immediatamente convincere di quella che era l'esigenza primaria dell'onorevole/sindaco. Difatti, mentre in genere si registra l'espressione del massimo dinamismo, per le amministrazioni che si insediano, nei famosi "primi cento giorni", nei quali si adottano i provvedimenti che indicano i targets da raggiungere nel quinquennio; l'onorevole/sindaco (come sempre) ha fissato i suoi piccoli targets e li ha facilmente perseguiti e raggiunti; il suo status di onorevole richiedeva la dotazione della classica "auto blu"? ed è stato immediatamente accontentato dalla “entusiastica collettività agerolese” che lo aveva chiamato ad amministrare; aveva bisogno di istituzionalizzare i suoi portaborse (rectius: i servitori di acqua minerale) ed ha costituito un "robusto" ufficio di staff nel quale ha inserito chi gli aveva fatto da cane paziente e fedele per tanti anni, mettendolo a busta paga del popolo agerolese e risolvendogli in tal modo anche qualche problema economico. Qualcuno dirà: ma grazie all'onorevole/sindaco in questi tre anni Agerola ha avuto l'alto onore di ospitare una convention con gli onorevoli casini e buttiglione che, se non fosse stato per il nostro onorevole/sindaco, mai si sarebbero sognati di passare per Agerola. La cosa indubbiamente ci inorgoglisce ma, per vero, è un pò al di sotto delle aspettative. Proprio sul piano delle aspettative, al di là della creazione del famoso campus universitario, ci si sarebbe accontentati anche di obiettivi più "modesti" e, per essi, un'attenzione dell'onorevole/sindaco ai problemi criminali che, per mera coincidenza cronologica con la sua "discesa in campo", hanno trasformato la nostra città, uccidendone la speranza; e dire che gli sarebbe bastato e gli basterebbe utilizzare il telefonino (anche quello comunale) per chiamare il Prefetto - se non proprio il suo collega parlamentare che riveste la carica di ministro dell'interno - per chiedere un'eccezionale attenzione repressiva ai fenomeni criminali che affliggono questo tormentato paese. Ma al di là dei facili bilanci su quest'esperienza disastrosa con queste note si intende stimolare una riflessione su quello che definisco il fenomeno della "pisacanizzazione della società agerolese" che in quasi vent'anni di presenza politica di questo personaggio manifesta preoccupanti segnali di perdita di ogni forma di valori. Si affermano e si traducono con l'onorevole/sindaco le peggiori espressioni del suo far politica e, quindi, il più totale disinteresse per le sorti del sistema/Paese; le logica servilistiche per le quali, presentandosi con il cappello in mano nell'anticamera del "re sole", si può "portare a casa" un esame prioritario della pratica di condono, l'approvazione del garage o altre amenità coincidenti con diritti fatti passare per “favori dell’imperatore”.

Questo è pisacane, questo era pisacane e questo sarà pisacane, semplicemnte perchè non sà essere altro.

La pisacanizzazione della società agerolese si legge nell'incapacità di indignarsi e di scendere in strada per gridargli che non se ne può più della sua arroganza, delle espressioni triviali che usa nei Consigli Comunali, del torpiloquio che infarcisce i suoi discorsi, dei condizionamenti che utilizza sulle procedure selettive e per le quali mette in conto agli agerolesi le "cambiali politiche" contratte nelle "particolari realtà" del Vallo di Lauro o nelle "ridenti cittadine" di Grumo Nevano o di Nola, da cui "attinge" inutili e costosi consulenti del Comune di Agerola, ovvero "sistema" i parenti recentemente acquisiti, risolvendogli i problemi occupazionali, di fatto, con lo stesso metodo seguito per la costituzione del corposo "ufficio di staff" e grazie alla complicità di  ineffabili responsabili comunali. Come detto il personaggio pisacane si conosceva e si conosce, peraltro, chiunque lo può "apprezzare" semplicemente assistendo ad un consiglio comunale da lui presieduto nel quale, sistematicamente, si lascia andare ai suoi retropensieri ed ecco quindi ripetere, come un mantra, rispetto alle critiche puntuali che gli vengono mosse dai banchi dell'opposizione, che lui "non è un amministratore ma un politico di professione". Dietro questa frase, che sistematicamente incontra l'ebete espressione di consenso del manipolo di "yes/men" che compone la sua "squadra di governo" e che lo devono ringraziare ogni santo giorno perchè gli garantisce quell'indennità economica quotidiana che, altrimenti, non sarebbero stati in grado di procurarsi, si nasconde, in realtà, l'intimo pensiero pisacaniano che "non si considera amministratore" ; perchè "da politico professionista" è principalmente impegnato a curare i suoi "clientes" e non gliene può "fregar di meno" di risolvere i problemi del Comune di Agerola, che richiede quell'impegno di "amministratore" che non è in grado di rendere e, comunque, non vuole rendere.

Ma il processo di trasformazione funzionale del Comune di Agerola nella nuova dimensione di "sultanato pisacaniano" ha richiesto, in questi tre anni, la complicità di molti che gli hanno assecondato i "vizi"... In questi soggetti, veramente, si rivela la peggior espressione servilistica della nostra gente. pisacane costitusice la cronicizzazione della cattiva politica agerolese la sua presenza al vertice comunale uccide la speranza di ogni sviluppo economico virtuoso in grado di agganciare le nostre realtà turistico/economiche all'indotto virtuoso della Costiera Amalfitana al quale pisacane è fieramente estraneo e con il quale la precedente Amministrazione era riuscita a costruire un accredito personale che ha portato all'eccezionale esperienza del "Patto Territoriale Costa d'Amalfi" che ha visto Agerola protagonista e gli agerolesi beneficiari di eccezionali finanziamenti. 

Ci si salva tutti o non ci si salva nessuno e per fermare l'emorragia dei migliori giovani si devono creare occasioni di sviluppo “scopando” dal Comune di Agerola pizzaioli/portaborse, vigili/autisti e funzionari/servi e trasformando l'ente nel ruolo che gli compete di “agenzia di sviluppo”; per fare ciò si deve chiedere ad alcuni noti personaggi di crearsi altri interessi nella vita e dovranno essere gli agerolesi a promuovere un salto di qualità diretto ad individuare le energie sane della nostra collettività per cacciare i parassiti dal tempio della cosa pubblica.

Sermasco64

4 commenti:

  1. questa critica è assolutamente condivisibile per la finalità di smuovere coscienze incancrenite dal male dell'indifferenza quale fattore generatore dell'impoverimento della mentalità collettiva..motivante la passione con la quale si denuncia lo sciacallaggio politico e la detenzione illegale e illegittima di un potere curante dei soli esclusivi interessi della ciurma del capitano Pisacane, responsabile di un modus operandi arrogante, presuntuoso e autoritario, forte di un consenso costruito sulla capacità di cavalcare una paura reverenziale che si estende come un magma lento e incandescente sull'intera società agerolese investendo non solo il cittadino comune ma anche, e ritengo sia gravissimo, quelle personalità politiche, accomodanti ai banchi dell'opposizione, deputate a tutelare le esigenze di quella parte civile che non si sente rappresentata dall'attuale amministrazione ma che anzi quotidianamente con sussulti pregiudiziali ma non garantiti cerca di affrancarsi dalla condizione denunciata di pisacanizzazione del tessuto socio-politico-culturale di Agerola. Ecco ciò che manca: la garanzia da parte dei nostri rappresentanti "istituzionali" al fine di trovare legittimazione, riconoscimento, sostegno, solidarietà, condivisione, giustizia ed effettivo protagonismo di quelle menti vivaci e brillanti che troppo spesso fuggono dall'aridità della nostra terra per andare in cerca di oro e fortuna...ma l'argomento dell'emigrazione è emotivamente interessante ed un immancabile punto di programma elettorale per essere seriamente affrontato e risolto in sede di legislatura!
    quali sono le risposte che i consiglieri di opposizione ritengono di dare per risollevare il nostro paese dal baratro in cui è sprofondato, visto che si sentono legittimati ancora una volta ad occupare gli spazi nelle liste che a breve andranno a delinearsi puntando ad una vittoria elettorale che sarà frutto non di una costruzione nel tempo di idee, visioni, programmi e uomini, ma solo conseguenza di un fallimento totale e ingiustificato e di un'incapacità disarmante di gestione della macchina amministrativa di Pisacane e dei suoi fidi sodali ed automi..allora mi chiedo, sperando che queste mie perplessità tradotte in semplici domande possano giungere sulla loro scrivania:
    1.non vi sentite ugualmente responsabili della cristallizzazione della società civile di Agerola? 2.qual è la vostra idea di meritocrazia?..e quali scelte politiche intendereste attuare in merito? 3.perchè vi siete limitati a denunciare le nefandezze dell'attuale amministrazione solo attraverso sporadiche affissioni di manifesti e non aver richiamato l'attenzione della stampa?
    4.perchè non vi siete rivolti agli organi competenti di giustizia amministrativa?
    5.perchè in sede consiliare esistono tre opposizioni per soli sette consiglieri?
    6.non ritenete che questo sia indice di disomogeneità di visione e quindi percebile all'esterno come sintomo di attrito tra le varie correnti?
    7.allo stato attuale come intendereste procedere per bloccare l'assunzione, su cui grava un reale vizio di liceità, del parente recentemente acquisito?
    8.è giusto che un segretario comunale di una città come Agerola, con meno di 10.000 abitanti, debba percepire un'onere retributivo annuo pari a 150.000 €?
    9.perchè non farsi portatori di una domanda di disgusto verso una politica clientelare e familistica, che ha messo a carico dei contribuenti agerolesi la busta paga di pizzaioli diventati portaborse o segretari particolari, di vigili divenuti autisti?..non credete che questa sia una mortificazione del talento e delle capacità di tanti giovani?..oppure credete anche voi che i giovani agerolesi debbano avere come aspettativa l'assunzione stagionale, anch'essa attraverso metodi non proprio trasparenti, a vigile urbano, perdipiù sopportando pressioni dall'alto finalizzate a colpire in maniera precisa e mirata automobilisti per i quali il manovratore non prova certo simpatia?
    10.quale dovrebbe essere l'idea da mettere in campo per lo sviluppo sociale, culturale, politico e economico di Agerola?

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  2. Auguri e buon lavoro
    Francesco Zappia

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  3. Sottoscrivi, parola per parola, l'articolato intervento dell'anonimo.
    La (dis)amministrazione pisacaniana è, ormai, è fin troppo sputtanata per poter avere credibilità futura anche tra i buoni-buoni agerolesi.
    Il problema è dare risposte alle domande che , giustissimamente , si pone l'anonimo, ma che, credo, sono le domande che si pone l'intero Paese.
    mjmj

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  4. ma nn ritenete oppurtuno far pervenire queste domande ai diretti interessati i quali dovrebbero avere perlomeno il dovere morale o civico o istituzionale di fornirci delle risposte e magari poter rafforzare in noi la convinzione che rappresentano realmente l'alternativa al lassismo amministrativo di Pisacane...?
    chiediamo risposte...non si tratta di domande retoriche che sottointendono una risposta, per evitare di prendere a prestito la critica mossa da Galli della Loggia alle dieci domande poste al premier da Giuseppe D'Avanzo sulla Repubblica, denotando il servilismo giornalistico del Corriere della Sera al manovratore..!

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